Archivi tag: vacanze 2011

Home sweet home

Tornati a Torino il 22, non avevo NESSUNISSIMA voglia di ricominciare a lavorare… poi dopo una settimana di lavatrici (senza Cristina!!) mi son detta “vedi mo che magari vado a riposarmi un po’ in ufficio?!“. Così questa settimana lavorativa è iniziata con grande voglia di fare ed entusiasmo… e farò di tutto affinchè nessuno me lo spenga. Intanto però ho capito che ho un gran talento: quello di stare in vacanza! Non sto scherzando, ci sono persone che in vacanza si fanno prender dall’ansia, dall’horror vacui etc etc… Io invece ci sto proprio bene, anzi ancora meglio dove proprio non c’è un “c…o” da fare e non prendono nemmeno telefoni e computer, tipo la barca. Quindi sto programmando qualche fuga a brevissimo per non dimenticarmi come si fa. Martedì 6, sciopero permettendo, la mia sorellina mi porta alle terme come regalo di compleanno (che voglia!!!!), poi il we del 16 settembre ce ne andiamo Giorgio ed io a Forte dei Marmi col bolide arancione (senza far gasolio questa volta…) e infine sto organizzando un altro we marino (magari proprio in barca) per il compleanno di Giorgio. Eh lo so, è impegnativo… ma per non perdere l’allenamento qualche sacrificio si dovrà pur fare!!!

Annunci

7 commenti

Archiviato in caro diario...

Umbria

Il check out è alle 12 ma noi riusciamo a sforare pure questo traguardo e alle 12.30 siamo in macchina per Città della Pieve dove arriviamo verso le 16 accolti dalla Ross. Il paesino e la casa sono BELLISSIMI, una cittadina medievale dentro le mura tenuta benissimo e, soprattutto, vivacissima (più che altro di notte…). Facciamo un po’ di spesa e mentre torniamo a casa col carrello del Conad veniamo ripresi dal trampoliere vestito da giullare: “Ma alla tua età? Ma son cose da fare???” e poi lo ritroviamo più tardi quando ci invita per lo spettacolo della sera “Magari se lo spingi nel carrello ci viene” mi suggerisce… Di sera ceniamo all’ape regina con Ross e poi torniamo a casetta dove ci aspetta la prima delle 4 notti più calde dell’anno.

La mattina dopo abbiamo appuntamento coi Roggero ad Assisi; loro partono dagli Aregai in Liguria, noi da Città della Pieve, ma grazie al proverbiale aplomb mattiniero ci troviamo in autostrada a pochi km da Assisi verso l’una. Visitiamo la bellissima città sotto il sole cocente, Martina boccheggia ma rimane salda sui suoi tacchi rosa e spende tutte le monete che trova in candeline. Dopo aver visitato la basilica di San Francesco ci salutiamo e noi ci dirigiamo al lago Trasimeno dove Francesco spera di affittare una deriva… Ma c’è meno vento che alle Eolie quindi abbandoniamo subito i progetti velisti e torniamo a Città della Pieve per mangiare sullo splendido terrazzo e scendere per un gelato e un paio di dipinti del Perugino…

Dopo una notte allietata dai preparativi del palio ci dirigiamo a Perugia, la seconda città più calda d’Italia oggi. Ci refrigeriamo non poco alla fabbrica della Perugina dove degustiamo parecchio e poi, energizzati da cotanto cioccolato, troviamo l’energia per visitare la città nonostante i 40 gradi! L’ultimo giorno in Umbria lo passiamo invece alle terme di San Casciano lasciando Marti, più contenta di una Pasqua, in piscina con zia Ross. Il mattino seguente si riparte per avvicinarci a casa; è la domenica del gran rientro ma ciononostante il viaggio fila liscio e raggiungiamo velocemente Capo Pino (le nostre solite 6 ore di macchina) dove si fermerà Cami per un paio di giorni mentre noi il giorno successivo torniamo a Torino. Per fortuna casa nostra è abbastanza fresca, io passo 3 ore a pulire trovando ragni che in Australia se li sognano e ora sono pronta a passare la prima notte torinese.

Le vacanze sono state bellissime: abbiamo visto dei bei posti, trascorso una settimana in barca straordinaria, ma soprattutto siamo stati insieme noi 5, che sempre più raramente accade durante la quotidianità e invece è la cosa che più mi rende felice. Buon ritorno a casa.

7 commenti

Archiviato in caro diario..., famiglia

Napoli bis

Ci riproviamo: dato che ieri San Severo aveva appena chiuso ripartiamo armati di guida e, questa volta, di taxi. Ci facciamo lasciare a pochi passi dalla Cappella e…. sorpresa! Il martedì è il giorno di chiusura quindi niente visita. Ok, dov’è la telecamera nascosta?!! Sorridi sei su candid camera??? Vabbè, proseguiamo per san Gregorio Armeno, la chiesa la cui perpetua caccia fuori Cami perché troppo nuda (scostumata!!) è un vero trionfo del Barocco, ma anche i negozietti della via dei presepi non scherzano in quanto a rococò. Visitiamo anche San Lorenzo Maggiore, ma non gli scavi purtroppo, e chiacchieriamo a lungo col gestore di Napoli Sotterranea promettendogli che alla nostra prossima gita a Napoli torneremo a fare il percorso underground. Ancora un po’ a zonzo sino all’alberata piazza Bellini e poi taxi al volo per l’albergo.

Nel pomeriggio ci aspetta Pompei, dove abbiamo prenotato le visite alle Terme Suburbane e alla Casa del Principe. Riusciamo solo a visitare le prime perché sono esattamente dalla parte opposta rispetto alla nostra porta d’ingresso e poi girovaghiamo a lungo (Fra di più) nelle rovine. Ritorno a Napoli e cena nella piazzetta di fronte a Castel dell’Ovo, ristorante carino e suggerito anche dalla Lonely, dove però sono maleducatissimi e non si beccano nemmeno un po’ di mancia. Martina è distrutta e infortunata: prima un volo acrobatico a Pompei planando sulle manine e poi il pollice schiacciato nella pesantissima porta della stanza d’albergo. Lacrime e sangue per la nostra ultima notte a Napoli.

1 Commento

Archiviato in caro diario..., famiglia

NAPOLI

Dopo il giorno di riposo a Tropea per riprendere confidenza con la terra ferma e festeggiare i 5 anni di Martina partiamo per Napoli. La Salerno Reggio Calabria è deserta –forse perché è il 14 di agosto?!- e in men che non si dica arriviamo a destinazione. Ci sarebbe piaciuto fermarci sulla costiera amalfitana ma abbiamo la macchina stracarica di computer e cose varie e non ci sembra una buona idea. Il sontuoso albergo è direttamente sul mare proprio di fronte a Castel dell’Ovo e ha una piscinotta con acqua di mare all’ultimo piano dove Marti sguazza a lungo con Giorgio. Verso le 18 usciamo per un giro di ricognizione e, nonostante i tacchi, Marti cammina a lungo percorrendo Santa Lucia e Chiaia senza nemmeno troppo lamentarsi. Piazza del Plebiscito e Palazzo Reale lasciano i ragazzi insensibili mentre apprezzano molto pizza e focaccia sul lungomare.

Il giorno peggiore per visitare Napoli? Il 15 di agosto uscendo dall’albergo alle 12.30. Percorriamo in lungo e in largo via Toledo sotto il sole cocente rasenti i muri, i negozi sono tutti chiusi e le vie deserte ( a parte un barbone tedesco col quale Giorgio riesce a litigare e un venditore ambulante nordafricano che s’incazza perché crede che lui gli abbia scattato una foto…). Arriviamo stremati al chiostro di Santa Chiara alle 14.10 e ci dicono che hanno chiuso la biglietteria alle 14 perché i festivi alle 14.30 chiudono il chiostro. Tento di convincerli a farci entrare lo stesso, prima impietosendoli e mostrando loro il volto trasfigurato dal caldo di Martina, poi cerco di far valere la mia tessera di giornalista e alla fine li insulto direttamente senza ottenere NESSUNISSIMO risultato: il chiostro non si visita. Allora ci trasciniamo sino alla cappella di San Severo che ha chiuso alle 13.30 e ci accasciamo su di una panchina. Sembra quasi un miraggio e invece è un vero taxi che passa di lì e si offre di riportarci in albergo; non perdiamo l’occasione e in 20 min (ce ne avevamo messi 150 a piedi!) siamo al freschetto del Royal Continental dove ordiniamo 4 macedonie in stanza per la modica cifra di 42 euro (più mancia)… quando ce vo’ ce vo’!

Sera a cena sul lungomare ammirando le lanterne di Rapunzel che volano.

2 commenti

Archiviato in caro diario..., famiglia

THE END

Dopo la cena da Mamma Savina a Salina con strepitosa vista sul Vulcano, e ritorno a piedi nudi in barca perché avevo avuto la malaugurata idea di indossare le zeppe stratosferiche di Prada, Giovanni ci propone di spostarci al largo di Panarea per recuperare un paio d’ore di navigazione e vedere se il mare è meno agitato. Ma decidiamo di fermarci qui, siamo stanchi e bevuti e la prospettiva di tirare su l’ancora non ci sconfinfera…. Così al mattino dopo alle 6 siamo già in marcia per Stromboli dove arriviamo verso le 10, la vista è veramente mozzafiato e anche i suoni, certi tuoni! Dopo un bagnetto al largo Cami ed io scendiamo a visitare e ne vale proprio la pena perché il paesello è carino e molto meno artificioso di Panarea, alla quale somiglia moltissimo.

Dopo l’ultimo pranzo in barca preparato TOTALMENTE da Marti -che ha tagliato TUTTI  i pomodori e TUTTE le pesche senza lasciarci nemmeno un ditino- partiamo per Tropea dove arriviamo in tempo per far gasolio, alle 6. Giorgio fa l’agognato ormeggio in porto (Giovanni non gli lasciava mai la barca!) e, nonostante ci spetti ancora una notte a bordo, optiamo per dormire in albergo. Che mal di terra, è quasi impossibile stare dritti e infatti scegliamo per cena un ristorante in piazzetta con le sedie tutte storte. A nanna distrutti.

 

2 commenti

Archiviato in caro diario..., famiglia

Vela spiego…

La crociera parte sotto i migliori auspici: LA skipper che doveva accompagnarci ha avuto un incidente e si deve sottoporre ad una operazione, il suo sostituto ha male ad una spalla e deve fare un ciclo di radioterapia quindi ricadiamo sulla terza scelta, il simpatico Giovanni! Ci imbarchiamo il 6 sera, andiamo a fare un bagnetto lì vicino e poi torniamo a cenare a Tropea, salendo dal porto e quindi dai 240 gradini che portano al primo “affaccio”. Si dorme in porto, a 50 m dalla discoteca che spegne la musica verso le 5, mezz’oretta prima della nostra partenza. Alle 6, freschi come delle roselline di campo, diamo inizio alla crociera e, rigorosamente a motore perché non c’è una bava di vento, in 6 ore raggiungiamo Lipari dove ci bagniamo (e svegliamo) un po’. Poi Panarea, dove ci mettiamo in rada facendo attenzione a stare lontani dalla temibilissima discoteca Raya, raggiunta di sera da traghetti che arrivano da TUTTE le Eolie e si fermano sino all’alba.

Col tender e poi con il taxi dell’isola facciamo un giro e vediamo solo fighetti in Panama bianco e quindi dopo un’ottima granita torniamo in barca e ceniamo. Siamo lontani dal Raya ma non dalla festa in una villa dove ballano tutta la notte, quindi al suono di Vamos a la playa e sognando i Righeira passiamo la nostra seconda notte in barca.

Mattino sveglia presto, manco a dirlo!, e partenza per Lipari. Cami dice che non metterà mai più piede su una barca a vela, Marti piange che le manca tanto l’asilo e Fra bofonchia che non c’è vento e dobbiamo andare a motore e in questo clima disteso incontriamo i faraglioni e le piscine naturali della costa di Lipari: è un paesaggio mozzafiato!

La sera cena a Lipari e negozietti, si dorme ormeggiati vicino al porto.

Terza mattina, si parte per Vulcano. C’è un po’ di vento quindi si veleggia un po’. La natura è bellissima, sembra di tornare nel giurassico, ci ormeggiamo al pontile di Vulcanello perché il meteo paventa burrasca, mangiamo in barca e poi Giorgio io e Giovanni camminiamo al buio totale sino al paesello. Notte in porto, sarà silenzioso? Naaaaa, i nostri vicini napoletani a mezzanotte decidono di festeggiare il compleanno del figlioletto: “tanti auguri a teeeeeeeee…..”

La quarta mattina c’è vento e moooolto mare, decidiamo di prenotare il pontile anche per la sera per sicurezza e veleggiamo un po’ intorno all’isola. Cami sempre più disperata, Marti non mette mai il naso fuori e gioca in cabina tutto il tempo… almeno capiamo che non patisce.

Penultimo giorno di barca, arriviamo a Salina; c’è molto mare e Fra si sente male (probabilmente perchè ha mangiato 1kg e mezzo di noccioline a colazione…) quindi alle 14 scendiamo a terra perché lui si riprenda. Tutti i negozi sono chiusi sino alle 17 mai noi ci consoliamo ingurgitando buonissime granite: io limone, Fra arancio, Cami 2 ai fichi, Giorgio 1 pesca e 1 fichi… ciondoliamo sino alle 17 e poi torniamo in barca per due tuffi. Sera cena da mamma savina, con vista strepitosa su Stromboli e prelibatezze gastronomiche… io parto con le zeppe di Prada e, ovviamente, torno a piedi nudi… le caviglie mi servono ancora per qualche giorno!

7 commenti

Archiviato in Uncategorized

Mare!

Partenza all’alba delle 11 per Troppa con la mitica Salerno-Reggio Calabria che non delute le aspettative confermandosi l’autostrada più irrisolta della penisola… Parecchi dvd e km dopo arriviamo al nostro albergo di Tropea che non è male e soprattutto ha una bella piscina, l’habitat ideale di Martina. Tutti, o quasi, a mollo veniamo ripresi dal finto bagnino che ci intima di indossare la cuffia (in vendita alla reception ovviamente) prima di immergerci. Ma Giorgio è irremovibile: “Manco dipinto mi metto la cuffia” e così il finto bagnino differentemente abile accetta che gli uomini facciano il bagno senza, ma da domani… Ci dividiamo nelle nostre stanze e ci ricomponiamo a cena che facciamo in centro a Tropea, in un posto buono e decisamente economico se paragonato allo strozzinaggio romano da cui proveniamo. Il giorno seguente piscina, lettura, chi studia e chi riposa e sera a cena in centro, domani ci aspetta il temuto imbarco.

Lascia un commento

Archiviato in caro diario..., famiglia