Archivi tag: Pronto soccorso

Te l’avevo detto!

Mi ha risposto così Marti quando oggi a pranzo le ho raccontato cos’era successo. Ma ricapitolando questo è l’ordine cronologico degli avvenimenti.

Stamattina, andando a lavorare, cercavo di non pensare alle poche ore di sonno trascorse tra un attacco di tosse di Marti e uno di Cami; tra latte caldo e miele, bentelan, liquirizia e sciroppo sedativo abbiamo fatto mattina. Così non ho subito notato il messaggio di Fra sul cellulare che diceva “MAMMA SONO DI NUOVO CADUTO IN MOTO, MI FANNO MALE LE MANI MI VIENI A PRENDERE?” Ancoraaaaaa? Ma basta, c’è ancora un mese davanti di fisioterapia per la frattura al piede, un po’ di pudore no?!!! Comunque sembrava brutto far finta di niente e quindi ho fatto inversione e sono tornata verso il Segré. Per farla breve: pronto soccorso, attesa, raggi, attesa e poi esultanza: niente di rotto, solo forte contusione e mano steccata per 8 giorni. Tutto bene quindi – a parte la moto abbandonata col manubrio storto a scuola e il mio lavoro abbandonato sulla scrivania in ufficio…

Ma mentre lasciavo l’ospedale non ho potuto far meno di pensare a Marti che due giorni fa al mattino mi aveva detto “Forse Fra si fa di nuovo male in moto, sai?” e io a risponderle “Ma no vedrai, adesso non cade più” e il giorno successivo all’asilo lei ” Non andiamo a prendere Fra alla sua scuola? Non si è fatto male?!”. Così oggi quando siamo andati insieme a prenderla all’una e le abbiamo raccontato l’accaduto è esplosa in un “Te l’avevo detto!” E come darle torto?

Resta da capire se ha avuto una delle sue solite premonizioni o se invece, come sostiene Fra, gliel’ha tirata! Ma nel dubbio… meglio non farla incazzare!

14 commenti

Archiviato in caro diario..., famiglia

Worth it!

Stanca non rende l’idea… triturata forse un po’ meglio… Oggi ennesima giornata al pronto soccorso con Fra (questa volta al Maria Adelaide, questo mi mancava) da cui siamo infine usciti con un gesso, due fratture e un bel po’ di eparina che gli devo iniettare una volta al giorno. ‘Na merda insomma… Non fosse per quell’infermiera meravigliosa che mentre accompagnavo Fra nella sala della Tac ci ha guardato e ha esordito: “Ma è tua mamma quella?! Sembrate fratelli!!!”

Lei non lo sa cara signorina, ma ha dato un senso alla mia giornata! Ne valeva la pena…

8 commenti

Archiviato in caro diario..., famiglia

Un paio d’ali grandi così

Se esistesse un sindacato degli angeli custodi quello di Fra dovrebbe sicuramente iscriversi… troppi straordinari e lavori pesanti!
Oggi me ne andavo bella trulla a Chivasso per un appuntamento quando mi telefona Fra:
-“Mamma dove sei?”
-“In autostrada, tu?”
-“Ehm, io ho avuto un incidente in moto, adesso sta arrivando l’ambulanza per portarmi in ospedale…”
Primo pensiero: “Ce la faccio ad andare a Chivasso, fare l’incontro e tornare, no?! Tanto lui è con gli infermieri del 118…”
Secondo pensiero: “Ma quanto sei cretina?! Tanto lo sai che stai semplicemente rimuovendo la paura. Fingi che tutto vada bene e sia sotto controllo. Se ti ascoltassi bene ti accorgeresti di quanto sei preoccupata…” Quindi ho invertito il senso di marcia – più facile a dirsi che a farsi in autostrada – e ho puntato verso Torino. Dove non sapevo bene, ma di sicuro Fra mi avrebbe presto detto in quale ospedale lo portavano… O almeno avrebbe risposto al telefono, veroooo??? Cazzo rispondi Fra!

In corso Regina, vedo un’ambulanza e sono tentata di seguirla… Visto che Fra è caduto vicino a casa magari lo portano al Gradenigo… ma mi è appena arrivato il suo sms che dice “MAURIZIANO”. Ok, sintetico ma preciso. Sono quasi al Mauriziano quando mi arriva un altro sms: “GRADENIGO”. E perchè non MOLINETTE, MARIA VITTORIA e CTO allora?! Torno in corso Regina e mi butto dentro il pronto soccorso cercando Fra: è lì nel corridoio, sulla sedia a rotelle, bianco come un cencio. Gli hanno fasciato il piede ma per il resto mi sembra in forma. A parte il colorito e il fatto che batte i denti col piumino nonostante i 40 gradi dell’ospedale…

Ha avuto una fortuna incredibile: un camion ha invaso la sua corsia in strada val salice, lui è stato costretto a buttarsi a destra ma grazie a Dio davanti al muro di mattoni contro il quale è andato a sbattare c’era un bidone dell’immondizia che ha attutito l’impatto (bidone distrutto e scaraventato lontano).  Se l’è cavata con un piede gonfio, un po’ di escoriazioni e una paura blu. Mi ha appena chiesto se domani lo porto in chiesa e devo dire che mi pare una delle migliori idee che gli siano venute nell’ultimo decennio.

8 commenti

Archiviato in caro diario..., famiglia