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Viaggio premio

Non tutto il male vien per nuocere… Anche perchè il dolore non era mio! Diciamo che il male che ha avuto Fra mi ha fatto vincere un viaggio premio a…. guess where?! NYC of course! E’ andata così, che Giorgio sarebbe dovuto partire per la Germania qualche giorno dopo l’operazione di Fra, ma ha deciso di rimanere qui (primo premio!) e quindi ha rimandato l’appuntamento con un cliente americano. Quindi mo ci dovremo sacrificare e andare a New York ad aprile (secondo premio!!) per incontrarlo.

Così ieri mattina entro le 8 avevo già prenotato il volo e l’albergo. Ho voluto mantenere fede ad un mio vecchio post e quindi soggiorneremo lì, nel mitico Standard Hotel nel meatpacking district, The most unusual and significant New York building in years secondo il New York Observer…

Non riesco ad immaginare un inizio di giornata migliore!!!

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Una vita spericolata

Voglio una vita spericolataaaaaa, voglio una vita come quelle dei fiiiiiiilm… In realtà sabato mentre mi applicavo, per la seconda volta in vita mia, all’arte zen del giardinaggio volevo soltanto rilassarmi… Dimenticare scazzi, spaventi & Co della settimana appena trascorsa (vedi post precedenti). E così mentre me ne stavo con le mani affondate nella terra – ho scoperto che è pessima abitudine per la manicure! – quasi non ho sentito il telefono che suonava con insistenza. Ma poi purtroppo ho risposto ed era Cami che chiedeva aiuto a Fra (sì certo, con la mano steccata!) perchè era rimasta senza benzina in doppia fila in via andrea doria! Ovviamente sabato pomeriggio i benzinai sono notoriamente chiusi ma per fortuna non la nostra fida Rossella dell’Esso di piazza Gran Madre – pubblicità occulta! – e per fortuna aveva persino una tanica fattappò che per modici 8 euri ci ha venduto. Con Fra siamo andati in centro a salvare Cami dalle ire degli shopping-addict del sabato pomeriggio bloccati dal suo splendido parcheggio.

Un po’ nervosa ma con ancora la capacità di vedere il lato ironico torno a casa dove mi aspettano Marti e Giorgio. Bè forse non mi stanno proprio aspettando perchè dopo 10 minuti che suono il campanello – OVVIAMENTE ho dimenticato le chiavi! – nessuno mi apre. Ma non mi scoraggio: vado a suonare ai custodi che hanno le nostre chiavi… bè certo, è sabato pomeriggio, vuoi mica che siano in casa?? Così torno su e mi accascio sullo zerbino, ma questa manovra sembra convincere Marti che mi viene ad aprire “Ho visto dal buco che eri tu!” mentre Giorgio prosegue indisturbato il riposino pomeridiano.

La domenica è poi scorsa tranquilla e nè il fatto che sia caduto un gradino della scala in soggiorno – per fortuna mancando Martina – nè la folta chioma di Cami che ha preso fuoco mentre cantavamo tanti auguri a te al nonno sono riusciti a scalfire la mia calma.

Certo che il giardinaggio funziona davvero!!!

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Bye bye Parigi

Tutto iniziò il 23 dicembre… anzi, no! Tutto iniziò il 23 settembre quando decidemmo di passare il Capodanno a Parigi dai Martixi… Ricerche su internet per l’albergo più vicino a casa loro, più carino, meno caro, possibilmente con la colazione per celiaci… Sembra impossibile e invece no: prenotato a fine ottobre dopo centinaia di mail con tutti i consierges di Parigi! Per il tgv è stato ancora più difficile: non aprivano le prenotazioni (nonostante fossero da un po’ passati i canonici 3 mesi di anticipo) e quando finalmente sono apparsi i treni non c’era già più posto in seconda. Ma non ci siamo persi d’animo, all’andata prima al ritorno seconda, d’altronde Parigi val bene una Mess… volevo dire un Upgrade!

E ora veniamo all’oggi: domani ci sarebbe il treno da Bardo, cioè ci sarà sicuramente il treno da Bardo, peccato che noi non ci saliremo… Marti dal 23 di dicembre oscilla tra i 39,5 e i 40, 5 di febbre CON tachipirina, ogni giorno la misuriamo e cerchiamo di vedere segni di miglioramento, segni che svaniscono quando finisce l’effetto del paracetamolo. Ieri ci siamo decisi e l’abbiamo portata dal pediatra: Antibiotico per una settimana e il rischio di perdere la patria potestà se osiamo portarla ai -6 gradi parigini. E vabbè, la buona notizia è che siamo riusciti a sprenotare l’albergo senza penale e che ci rimborsano quasi interamente il tgv (la tratta in prima al 100% quella in seconda al 50%!).

Quindi parte il piano B. Visto che comunque dobbiamo lasciare la casa di Bardo libera per non deludere l’orda di adolescenti già invitate da Cami quando pensava che noi non ci fossimo sto organizzando un fantastico, intimo Capodanno a Torino. Già mi pregusto quando Marti andrà a letto (magari l’antibiotico la farà dormire prima…) e Giorgio ed io, come ai vecchi tempi quando ancora percorrevamo il mondo, festeggeremo il nuovo anno soli soletti, davanti al camino acceso.

Già lo sento: sarà un ottimo 2011!!!

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We were there!

E noi c’eravamo! I primi di agosto, mentre eravamo sulla quinta, siamo inciampati sulla neve di fronte al negozio di Tiffany… e vabbè che a New York tutto è possibile, ma la neve ad agosto…

Comunque, per chi si trovasse nei paraggi e volesse portarmi qualcosa per Natale, tutto quello che c’era al secondo e al terzo piano era di mio gradimento, non si può sbagliare!

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Aggiornamenti

Qualche aggiornamento sulla situazione figli.

Fra ha tolto il gesso e sabato sera è andato a ballare con una stampella: direi che ci possiamo risparmiare la fisioterapia…

Marti è sempre raffreddatissima e un pochino febbricitante ma continua imperterrita ad andare all’asilo; soprattutto ieri che c’era San Nicolaus che portava i dolcetti (furbissimo sto Nicolaus, a Marti proprio le pastine senza glutine della bio bottega, aahh i santi di una volta…!). “E’ venuto Nicolaus all’asilo Marti?” “Sì mamma, ma in realtà era un anziano con la barba…” Non li freghi più sti gagni! Chissà come faremo con Babbo Natale quest’anno?!

Cami domenica sera prima di andare a dormire mi ha detto “Sai mamma sono felice… e non mi sentivo così dal 26 di settembre!” Gioia immensa per la mamma che da due mesi discute, litiga, impreca, abbraccia, racconta, ascolta e poi si incazza di nuovo. Direi che non è stato tempo sprecato!

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Chi fa da sé fa per tre

Ieri è iniziata la nuova stagione lavorativa, on my own come direbbe Nikka Costa (chi se la ricorda?!!). Ma ero di ottimo umore, nonostante i fervidi tentativi della farmacista di farmi sentire una cacca. In breve la scena è questa: io entro per comprare la mia solita cema Clarin, dal profumo meraviglioso. Lei mi guarda e mi dice: “Assssssolutamente no!” – proprio così, con sei S“Ma questa crema la uso ioooooo“” – altre sei O, “per lei ci vuole qualcosa di più forte, un vero antirughe!” Ora, al di là del fatto che sei una pessima venditrice con zero, dico zeroooooo empatia… eppoi solo perchè hai una dozzina d’anni meno di me e la pelle di pesca chi ti credi d’essere?! Comunque l’ho comprata. Ora aspetto 15 giorni e se non succede nulla d’eclatante sulla mia faccia torno in farmacia e gliela spalmo sul c…. di pesca!

Ma nemmeno questo, dicevo, è riuscito a mettermi di cattivo umore. In ufficio mi sono attrezzata su tre scrivanie e tre computer contemporaneamente, mi spedivo mail da una scrivania all’altra giusto per testare i miei riflessi, il che non è male anche perchè adesso che non potrò più andare a danza a pranzo (ovviamente avevo già pagato il semestre) mantengo in esercizio i muscoli delle gambe. Lavoravo fischiettando e ascoltando la radio con i migliori propositi, ma purtroppo man mano che passava il tempo l’umore scivolava dall’allegro allo stupito, dallo stupito al preoccupato e poi al vero e proprio INCAZZATO! Per farla breve ho passato tutto ieri e buona parte di oggi a correggere cose che erano state fatte male o a fare cose che avrebbero dovuta già essere fatte. Insomma 2 giorni, ovvero 14 ore, ad aggiustare e sostituire invece che a lavorare a ciò che avrei voluto e dovuto. Alla fine ho deciso però che più di tanto non me la devo prendere – come sono zennnnn- non foss’altro che perchè sicuramente la faccia incarognita peggiora notevolmente le mie rughe incipienti e la prossima volta che entro in farmacia la gentile farmacista mi dà direttamente il numero di un chirurgo estetico!

E poi se c’è un proverbio che dice Chi fa da sé fa per tre un motivo dovrà pur esserci, no?!!

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La vie en rose

Periodino abbastanza di merda, non c’è che dire. Per fortuna che ci sono le amiche che reclamano a gran voce un altro post!!

In ufficio il delirio: da tre che eravamo siamo rimaste in una (io!), a casa Francesco gambadilegno va accompagnato avanti e indietro a scuola e a ripetizione, in ospedale e alla fisioterapia… Camilla canterina piange tutti i giorni (non so se tutto il giorno, di sicuro alla sera quando arrivo a casa io) che vuole cambiare scuola, forse indirizzo, o forse no… forse solo sezione, forse passare ad un privato (ma prima dovrà passare on my dead body!) e poi è tutta un “Ma tu non mi capisci“; come no?! Mi ricordo ancora i miei drammi adolescenziali – io non volevo cambiare scuola, ma solo pianeta perchè ero convinta di essere un’extraterrestre…- e mi pare che siano finiti da così poco che non posso pensare che la crisi di Camilla sia destinata a durare una dozzina d’anni! Insomma in questo clima di tensione, rabbia, stanchezza, delusione, paura di sbagliare e paura di fare bene per fortuna mi resta lei, Miss Pinkie, che mi solleva il morale con frasi tipo: “ma io non ti correggio mai mamma… lascia pure, salo io sulla scala e coglio la mela“! La sintassi è un’opinione e, per fortuna, anche la felicità!!!

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