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Mareeeeeeee

Partenza da Malacca piuttosto concitata: il driver del taxi prenotato sostiene che dall’albergo gli avevano detto che dovevamo andare a KLIA e non a Sebang, l’aeroporto dei voli nazionali. E per tutte le 2 ore e 20 del viaggio continuerà a ripeterci che non ce la faremo mai ad arrivare in 2 ore…. Arriviamo al check in per ultimi ma in tempo! L’ aereo è un 60 posti ad elica che in meno di un’ora ci recapita sulla meravigliosa isola di Redang. Che dire? Il Paradiso all’improvviso?!! La spiaggia è immacolata, con pochi comodi lettini sempre disponibili; gli animali abbondano: abbiamo visto centinaia di pesci, squaletti, un barracuda, tartarughe e anche una famigliona di scimmie che sono scese in spiaggia nel tardo pomeriggio a mangiarsi qualche mollusco… Inoltre Marti ha conosciuto una Martina di 8 anni appena arrivata al villaggio con genitori molto simpatici con i quali abbiamo esplorato qualche ristorante sull’isola, insomma una vacanza perfetta!
Dopo 5 giorni di riposo siamo pronti a tornare a KL e molto pronti per soggiornare allo Shangri-la (soprattutto io!!!)

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Elba mon amour!

Siamo all’Elba da soli 3 giorni, ma mi sento di dire che il test sulle arterie nuove di Giorgio è stato ampiamente superato! Dopo esserci ritrovati tutti insieme a Marina di Salivoli (chi arrivato con barca chi sulle 4 ruote) decidiamo di salpare di primo mattino (più o meno mezzogiorno) per l’Elba. La traversata di un’oretta che ci separa dall’isola sarebbe molto piacevole se non fosse per i traghetti che la percorrono parecchie volte al giorno avanti e indietro: fino a 100 corse quotidiane avevamo letto sulle pubblicità e le abbiamo incrociate quasi tutte!

Scampati ai traghetti e alle onde indotte dal loro passaggio ancoriamo a sud dell’isola e ci godiamo una giornata di sole, mare e pesci. La sera torniamo in porto soddisfatti e bruciacchiati. Mattino dopo dapprima decidiamo di non uscire dato il forte vento di scirocco previsto, ma poi conveniamo che le previsioni non sono attendibili e puntiamo verso l’Elba. Il vento è sostenuto e poco tempo -ma molti traghetti- dopo siamo in una caletta meravigliosa vicino a Portoferraio, a Nisporto. Continuiamo a complimentarci con noi stessi per la scelta e ci godiamo la giornata sino alle 6, quando decidiamo di rientrare in porto. Appena usciti dalla caletta troviamo un forte vento e mare grosso, ma soprattutto non una vela in vista. Decidiamo di andare a motore aggrappati al bimini che sembra prendere il volo da un momento all’altro quando sentiamo un rumore sospetto: è la spia del surriscaldamento del motore! Il comandante inverte la rotta, spegne il motore e apre il fiocco e soltanto col nostro piccolo fiocco autovirante andiamo di bolina toccando velocità inaspettate. Io chiamo Portoferraio ma ovviamente non c’è nemmeno un posto libero, allora chiamo la Guardia Costiera che ci suggerisce di raggiungere la rada del Porto. Probabilmente nella caletta di Nisporto saremmo più riparati, ma io mi sento più sicura vicino alla civiltà (e a qualcuno che ci aggiusti il motore!) quindi puntiamo verso Portoferraio. Arrivati all’ingresso del porto tentiamo la virata ma il fiocco non ne vuol sapere, in compenso gli scogli si avvicinano festosi… Al terzo tentativo finalmente il motore dà segni di vita e riusciamo a virare e a evitare in traghetto che ci suona insistentemente alle spalle con un aggraziato giro intorno a noi stessi; non c’è storia, Wanetula è sempre la barca più elegante!!

Entrati in porto cerchiamo un posticino dove gettare l’ancora tra gli sguardi d’odio degli altri velisti (alla faccia della solidarietà tra simili!). Al secondo tentativo troviamo un buchetto perfetto da cui non ci muoviamo per tutta la notte, al contrario dei nostri vicini che alle 3 di notte si sono dovuti spostare perché avendo poca ancora se ne andavano in giro ad arare per il porto… Giorgio non ha dormito più di 3 ore e sicuramente non di fila, Fra ha dormito sul divano perché gli mancava l’aria (ma se c’erano raffiche di vento a 30 nodi?!), Benni si è imbottita di stugeron e io vegliavo su Giorgio che vegliava sulla barca. L’unica che ha dormito il sonno dei giusti è stata Marti, che si è svegliata il mattino dopo a metà della traversata del ritorno verso la terraferma, molto contrariata perché doveva indossare il giubbottino di salvataggio…

A Marina di Salivoli ci hanno cambiato la cinghia del motore e dopo un pomeriggio di riposo, un giretto con cena a Grosseto e una dormita ristoratrice (a parte quando ha iniziato a diluviare e Giorgio si è alzato a chiudere gli obló, aprire lo sprayhood, chiudere il bimini e cazzare le trappe) ora siamo pronti per nuove avventure…

Ma non dovevano essere le vacanze piú rilassanti quelle in barca a vela???!!!!

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Cagnotto chi?!!!

E chiudiamo i post dedicati alla vacanzina marina con Marti con una degna chiosa: foto di Cagnotto bis e tris a Capo Pino

A rigor di cronaca devo dire che Marti ha cercato di trscinarmi anche sul trampolino da 3 metri -quello da cui si buttava suo fratello alla stessa età!- ma io non c’ho più il fisico…!

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L’etica del lavoro…

E nonostante la dura giornata di mare, onde, vento e materassino…. Marti a casa è ligia al dovere e lavora… Almeno lei!!!


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Hysterical mum

Sono soltanto al secondo giorno di vacanza (il primo senza Giorgio) e sono già COMPLETAMENTE esaurita. Dopo aver medicato la ferita da pedalò di Martina, fatto la spesa più cara della terra, cucinato, lavato il pavimento, stesi i panni e tolto mezzo kg di sabbia dai piedi e dalle pieghe di Marti pensavo di meritarmi mezz’ora di riposo senza zanzare, ma Camilla è tornata in camera a prendere dei soldi dopo 10 minuti di sonno della piccola che, ovviamente, si è svegliata e non ha più voluto saperne di dormire (nemmeno dopo che l’ho sculacciata con la bava alla bocca urlando: “O dormi o torniamo a Torinoooooo!!!”, strano eh?!).

Ma io dico, sono al mare in vacanza con le mie 2 bimbe –d’accordo sono un po’ rompipalle, ognuna a modo suo, ma sono anche dolci e simpatiche-, non devo lavorare, posso stare a mollo quanto voglio – diciamo un po’ più di quanto vorrei, ma Marti è un pesciolino…– quasi padrona del mio tempo… ma perchè mi devo rovinare la vacanza così?! Oggi ho persino proposto a Marti di fare le formine e lei mi ha risposto: “Dopo mamma, adesso sdraiamoci un po’ a prendere il sole…”, ma cosa voglio di più dalla vita?!!!

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