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TUTTI A BARDO!

E anche questa settimana è andata, 5 eventi in 4 giorni è stata una bella sfida (come ben sa la mitica Paola, come farei senza di teeeeeee?) ma li abbiamo portati tutti a termine. E così sabato pomeriggio, fuggendo da una degustazione al Regio e mancando l’inaugurazione a Casale Monferrato sono finalmente andata a Bardonecchia con la famiglia intera allargata per la messa della mamma.

Alla chiesetta dei frati francescani non celebrano più messa e così siamo dovuti andare nella chiesa vicino a via Medail. Lì il prete non era particolarmente coinvolgente quindi io ero abbastanza sicura di me e del mio self control, ma poi mi sono distratta un attimo, proprio mentre il sacerdote diceva che la messa era celebrata per i defunti delle famiglie Tizio e Caio e per… Mamma Neni e li non c’è stato più niente da fare… Quel gran volpone di papà sa il fatto suo evidentemente!

Dopo la messa siamo andati da noi a bere Ferrari e strafogarci di patatine – tutte rigorosamente scadute da almeno 3/4 mesi – e a giocare al gioco dei mimi, occupazione che ci ha tenuti impegnatissimi per almeno 2 ore, quando abbiamo dovuto a malincuore smettere per andare a cena. E’ stato proprio bello essere tutti insieme a giocare e ridere e, diciamolo, sparar cazzate… in una fascia di età che andava dagli 83 ai 7 anni. Alla mamma sarebbe piaciuto un sacco vederci così, si sarebbe seduta in disparte sul divano e avrebbe sorriso con quei suoi occhi sempre più orientali, sempre più Yoda, godendo del nostro star bene insieme.

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mamma

“Aveva lasciato, come mio nonno, miriadi di vuoti a perdere nell’anima di mia madre. Forse per questo, quando né i libri, né mio padre e nemmeno io riuscivamo a tenere a galla il corpo delle sue emozioni, lei entrava dentro una bottiglia e nuotava verso il fondo, con gli occhi aperti, fra vele ammainate e alberi maestri spezzati.”

Da NON AVERE PAURA DEI LIBRI di Christian Mascheroni

 

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Worth it!

Stanca non rende l’idea… triturata forse un po’ meglio… Oggi ennesima giornata al pronto soccorso con Fra (questa volta al Maria Adelaide, questo mi mancava) da cui siamo infine usciti con un gesso, due fratture e un bel po’ di eparina che gli devo iniettare una volta al giorno. ‘Na merda insomma… Non fosse per quell’infermiera meravigliosa che mentre accompagnavo Fra nella sala della Tac ci ha guardato e ha esordito: “Ma è tua mamma quella?! Sembrate fratelli!!!”

Lei non lo sa cara signorina, ma ha dato un senso alla mia giornata! Ne valeva la pena…

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Mamme

Domenica sera uno splendido scrittore spagnolo stava concludendo il suo divertente incontro a chiosa del Festival I Luoghi delle Parole. Non ho ancora letto i suoi racconti nè tantomeno il suo romanzo ancora da tradurre in italiano, ma ascoltarlo dissertire su vari argomenti letterari e non, mi ha fatto venire voglia di comprarmeli tutti. L’incontro era praticamente finito quando dalla Spagna hanno chiamato per informarlo che sua mamma aveva avuto un infarto. Era il 17 ottobre e io sono stata ributtata tre anni e un mese indietro, a quel 17 di settembre -appena tornata da tre giorni a seguire un Festival di fotografia in Emilia- in cui ho ricevuto la telefonata di papà che mi diceva di andare subito a casa… dalla mamma. Ho ringraziato in cuor mio milioni di volte la mamma per avermi aspettato, così come l’ho ringraziata in quei terribili 11 mesi di agonia di avermi dato il tempo per dirle ciò che non le avevo ancora detto, per salutarla e augurarle buon viaggio, pur non conoscendo la meta. Fernando invece non ha avuto il tempo per salutare sua madre e il dolore dipinto sul suo viso incredulo e che grava sulle sue spalle avrà bisogno di tempo, molto tempo, per trovare un senso a tutto ciò.
Ma la mamma continua a farmi regali. Come ieri, a 3 anni e un mese dal suo funerale. Ci siamo trovati tutti insieme: papà, Rossella e Vale, Maurizio e Flavia, Giorgio, Fra, Cami, Marti e l’immancabile dolcissima Susi, per seguire la messa in onore di Neni e poi a casa nostra – la casa che la mamma non ha mai visto ma ha contribuito a comprare-, di fronte ad un tramonto che più rosa non si può, davanti al quale Martina ha esclamato stupita: “Chi l’ha fatto?!” ci siamo ritrovati. Abbiamo riso, giocato, mangiato, bevuto, tramandato ricette ecc ecc… Insomma ci siamo amati come la mamma ci ha insegnato.

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Lunedì… e piove!!!

Ore 7.36, situazione casa Bernascone Bellantuono (c’è chi sostiene che è l’inverso, ma non credetegli!!!): Camilla è già fuori dalle 6.30 (l’ha portata quel santo di Giorgio) perchè oggi iniziano le riprese de LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI a scuola. Lei è “comparsa primaria”, con ben 4 cambi di vestiti, non ha diritto alla mensa dei “ruoli” ma deve condividere il suo pasto con le “comparse generali”… cmq la tensione e l’eccitazione erano palpabili già da ieri sera e infatti è andata pesante di tachidol (codeina allo stato puro). Francesco sta cercando negli armadi e in cantina gli indumenti più idrorepellenti che trova perchè oggi diluvia e lui deve lo stesso andare a scuola in moto – quella nuova!- perchè altrimenti tra il recupero di latino e il 70 che passa ogni ora tornerebbe a casa alle 4, troppo tardi per studiare (??!!!). Marti dorme nel mio letto dalle 6 più o meno. Ieri sera un testa a testa incredibile, per poco non le davo veramente una testata! Solite rugne prima di dormire: voglio venire nel tuo letto, voglio la coperta, non la voglio più, devo fare la pipì, no adesso non più, voglio papà, voglio Camilla, voglio Gessssssù Bambinooooooooo. Non ho più la pazienza di una volta…

Io invece me ne starei qui a guardare fuori l’alba e la brina sul prato e invece devo iniziare questa settimana caliente e sincopata come al solito, per fortuna che dopo aver lasciato Marti all’asilo (ricordare: ciuccio, libro biblioteca, lenzuolo, cuscino, coperta, grembiule pulito… una sfida!) vado da Adela per un’oretta a fare il punto della situazione,  o meglio,  il punto interrogativo/esclamativo della situazione!!!!

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19 settembre 2009

Nonostante la giornatina uggiosa oggi sono felice perchè andiamo tutti a Bardo a festeggiare la mamma. Oggi sono 2 anni dal suo funerale, era una splendida giornata di sole e cielo limpido con una luce meravigliosa e l’aria frizzantina: proprio come la mamma!!!! Chissà in quali lidi esotici è adesso, me la immagino molto più piccola di me e le mando tante incitazioni ad essere felice, grande, se stessa…

Con una settimanina di ritardo posto le foto del magnifico pic nic del mio compleanno ala casa nuova; facciamo finta di aver dovuto sviluppare e stampare il rullino, con quell’attesa piena di aspettative che accompagnava le foto dei “nostri tempi”: chissà come sono venuta? Dovrò stracciarle tutte o posso appendermele in camera (allora la bacheca non era su facebook ma sul murbook….)

bassa candelinenoi 55piscinacami fraterrazzo

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