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Figli e motori, gioie e dolori

Stanotte ho fatto il grande errore di lasciare il telefono acceso. Ero andata al cinema (Letters to Juliet, un pacchetto e mezzo di Kleenex) e verso l’una, già quasi in dormiveglia, ho pensato bene di non spegnere il cellulare, dato che Fra dormiva fuori e Giorgio era lontano. Così alle 5, quando Marti s’è svegliata urlante -“Mamma dove SEIIIIIIIII????”- ho buttato l’occhio sugli sms ricevuti e ho letto “Mamma mi hanno rotto il vetro della macchinina, sono proprio sfigato”. E mi sono pure presa la briga di rispondergli “Eh no Francesco, sfigata è tua sorella che continua a prestartela!” A quel punto la notte per me era finita: ho cominciato a pensare a come poteva essersi rotto il vetro… magari mentre lui era seduto dentro gliel’hanno sbriciolato con un pugno? (e che sei, Hulk?!!), oppure l’hanno tamponato e ora è al pronto soccorso… poi la preoccupazione ha virato sull’incazzo della serie “Beh certo che se la parcheggi alle 2 di notte ai murazzi è il minimo che ti può succedere” oppure “Chissà chi ha fatto incazzare stavolta ‘sto tamarro, qualcuno peggio di lui che ha voluto avvertirlo…”

Stamattina alle 7 scrivevo già a Car Glass se avevano i ricambi per Chatenet, alle 8.45 parlavo coi tecnici di mezza Italia e alle 9.30 ordinato il lunotto posteriore. Alle 10.30 incontro Fra per dargli i soldi della caparra e sono così incazzata ma così incazzata – oltre che in ritardo in ufficio – che sbatto la Jeep davanti ai bidoni e me ne dimentico. Alle 13.50 esco per un appuntamento in via Guastalla e mi accorgo di aver lasciato la macchina in doppia fila tutta la mattina. Che culo, penso, niente multa! Salgo in macchina- dalla parte del passeggero perchè di là ci sono i bidoni –  infilo la chiave e… NIENTE! Batteria completamente a terra perchè ho dimenticato i fari accesi… Stupida Jeep, ma possibile che ‘ste macchine che ti fanno pure il caffè non siano capaci di spegnersi da sole le luci?!! Corro da un elettrauto all’altro e finalmente riesco a trascinarne uno sul luogo del delitto (veramente è lui che mi trascina perchè io sono a piedi e lui in bici, ma non è il momento per fare la difficile…). Mi fa ripartire la macchina e mi suggerisce di girare per almeno mezz’ora. Così giro e rigiro e arrivo con soli 40 minuti di ritardo all’appuntamento. Finito il lavoro vado a prendere Marti all’asilo, poi spesa e finalmente si torna a casa; sto entrando in garage e mi chiama Cami “Mamma non è che potresti venirmi a prendere in centro, le mie amiche vanno tutte via…” in condizioni normali non mi sarei fatta impietosire, ma le hanno appena ridistrutto la macchina quindi faccio inversione e torno verso corso Fiume, a metà di strada Val Salice mi richiama “Mamma mamma non venire, ho convinto le mie amiche a restare e torno poi su in moto con Fra!”. Reinverto senso di marcia e prometto solennemente a me stessa: a partire da ora, non importa con che mezzo – macchina, moto, bus o un bel paio di scarpe comode – i ragazzi si sposteranno da soli. L’unica a cui darò ancora qualche passaggio sarà questo zuccherino qua sotto!

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Cagnotto chi?!!!

E chiudiamo i post dedicati alla vacanzina marina con Marti con una degna chiosa: foto di Cagnotto bis e tris a Capo Pino

A rigor di cronaca devo dire che Marti ha cercato di trscinarmi anche sul trampolino da 3 metri -quello da cui si buttava suo fratello alla stessa età!- ma io non c’ho più il fisico…!

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Sunshine bis

Sabato mattina, ancora al calduccio nel lettone:

-“Marti, ma tu da che pianeta vieni?”

-“Io? Ma dall’Amore mamma!!”

E come darle torto?!!!

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Sunshine

ore 6, martedì

-Mamma…

-Seee…???

-Posso venire nello tuo letto?

-Ok, però fai ancora un po’ di nanna….

-Mamma….

-Mmhhhh??

-Ti amo!

-Anch’io topolina ti voglio bene…

-Ma io di piùùùù!

SMACK

Una giornata che inizia cosi non può che essere una giornata di sole!

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