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HOLYDAY ON ICE!

E’ talmente tanto tempo che non scrivo sul blog che non mi sono nemmeno accorta se c’è stata la ciclica nevicata intorno a Natale. Per default dovrebbe comparire sulle pagine tra dicembre e gennaio… ma mi sa che quest’anno me la sono persa. Vabbè ci sono comunque un sacco di cose che non mi sono persa tipo:

5 fantastici giorni a Londra, in formazione da 3 con amici in altrettanta formazione da 3. Marti ha finalmente fatto un viaggio con una sua amica/coetanea e quindi percorso le enormi distanze di Londra senza mai lamentarsi, anzi! Giorgio non era proprio al top… ma presto scopriremo perché…

1 giornata a Bardo trasformata per l’occasione in Narnia (non credo di aver MAI visto tanta neve così a Bardonecchia nei 45 anni in cui l’ho frequentata…)

1 weekend da sole Marti ed io in montagna con relativa sciata (doveva essere il primo di una lunga serie, ben presto interrotta… ma presto scopriremo il perché…)

Tra le cose che non mi sono persa ci sono pure però la mononucleosi di Marti (si vabbè me ne sono accorta che era già finita, come del resto per suo fratello… però gli strascichi si fanno ancora sentire). Quando ho detto che Marti faceva ginnastica a scuola, due pomeriggi la settimana ritmica alla Magenta, il giovedì pomeriggio pattinaggio su ghiaccio e il we sci, il pediatra mi ha fatto notare che forse la proposta sportiva era un po’ eccessiva per una convalescente e che quello poteva essere il motivo della febbre costante di Martina e della sua stanchezza… Poi non mi sono persa l’ennessimo mal di gola di Cami (ma non avevano detto che dopo l’operazione alle tonsille non si sarebbe più ammalata?!!) e, last but not least, non mi sono persa (anche se ho cercato strenuamente di negarlo) che Giorgio non era proprio fisicamente al top, sensazione confermata dalla prova da sforzo che ha rilevato un’ischemia coronarica. Forse sarà uno dei 13 stent che non ha fato il suo dovere, forse sarà qualcos’altro… per intanto aspettiamo che lunedì ci fissino la data della coronarografia (la terza in 18 mesi!!!) per capire di che si tratta.

Abbiamo quindi deciso che questo week end sarebbe stato di riposo e recupero, quindi niente montagna e niente strapazzi. Cosa fare dunque? Restare placidamente in casa sul divano? Naaaaa, non saremmo una famiglia (a)normale se l’avessi fatto… Il programma di sabato è stato infatti andare tutti quanti -si proprio tutti, in formazione da 7-  al Palavela a pattinare. Magari non sarà stato riposante per i corpi indeboliti di Marti, Cami e Giorgio ma di sicuro è stato rinvigorente per gli spiriti di tutti quanti! E’ stato bellissimo essere tutti insieme sul ghiaccio, qualcuno anche molto molto vicino al ghiaccio, tipo Giorgio dopo la sua prima trionfale caduta… E così nonostante il freddo del Palavela siamo tornati a casa con un un caldo caldissimo nel cuore!

Le foto sono sfocate data l’alta velocità (!) ma soprattutto per colpa del ghiaccio bianco che sparava… O forse erano gli occhi appannati di commozione?! Boh…

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Bollettino medico

Tutto ebbe inizio domenica pomeriggio con la visita del Castello di Rivoli in un pomeriggio di gelido inverno, freddo quasi quanto le mostre allestite all’interno. Partendo dalla manica lunga: LA TEMPERATURA MENTALE DELLA FOTOGRAFIA… eh?!!! Ma che caspita di titolo sarebbe???! Comunque la temperatura delle foto in mostra era veramente tiepidina, per fortuna al fondo c’era una raccolta di immagini dell’imperdibile Ghirri, a riscaldare un po’ l’atmosfera. Dall’altra parte l’Arte Povera, qui la temperatura scendeva ancora, una mostra veramente deludente e freddina. Comunque Martina ha gradito la gita, ha corso avanti e indré con l’amica Maria e insieme si son fatte riprendere almeno un paio di volte mentre io e la di lei mamma fingevamo di non conoscerle… Alla caffetteria avevano finito tutto: brioches, cioccolate calde –eh, abbiamo avuto tanti visitatori oggi-… quanto non riescono più a contarli sulle due mani rimangono spiazzati al Castello.
Vabbé comunque ci siamo divertiti -soprattutto con la mostra dei giovani russi intrippati con lo spazio- e siamo tornati a casa verso l’ora di cena. Bagno per Marti che ha cominciato a lamentarsi di avere freddo – ma no, sarà che hai i capelli bagnati, sarà che hai il pigiama leggero etc etc – e ciononostante l’abbiamo spedita a dormire su in ghiacciaia da Fra. Risultato del mattino dopo: sveglia con 39,8 di febbre, salita poi sino a 40,6 nella giornata/nottata successiva.
Ieri invece ho portato Cami dall’otorino/a:
-Guardi dottoressa, credo che Cami si debba togliere le adenoidi perchè non respira dal naso e si becca sempre tonsilliti acute…
-Signora dove l’ha letto, su internet?! Le adenoidi si atrofizzano a 8 anni quindi sua figlia non le ha più di certo… Scusi ma lei che lavoro fa?
-Giornalista, perché?
-Ahhhh….

Siamo però uscite soddisfatte e abbiamo subito prenotato per giovedì una tac massiccio facciale per Cami, oltre a tornare in farmacia a prendere medicine e quel che mancava a Fra per gli esami di oggi… Ah, sì, perché stamattina Fra e Giorgio sono andati insieme alle Molinette, chi per il salasso chi per gli esami del sangue prescritti dal gastroenterologo per confermare l’ipotesi di sindrome del colon irritabile… A posto stiamo!
Quindi ora tutti a casa -essì, anch’io mi son svegliata con gola in fiamme e febbre a 39, potevo mancare all’appello?!!- Se per caso qualcuno volesse venirci a trovare suggerisco maschera a gas e insetticida…

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Solitudine vs una folla

Incredibile ma vero: siamo riusciti a partire!! Ora sono in volo per Istanbul, col mio iPad in rigorosa modalità da aereo. Non speravo di farcela, giovedì mattina mi sono svegliata con 39 di febbre e sono andata lunga distesa mentre provavo ad avvertire per telefono i miei compagni di viaggio con i quali sarei dovuta andare in quel di Montegalda, in provincia di Vicenza. Per fortuna c’era Giorgio che mi ha sorretto (bella metafora no?!) e anche evitato che mi schiantassi sulla scala in soggiorno…
Così sono rimasta a casa, sotto le coperte con brividi polari, e sono rimasti a casa anche i tres amigos, chi per un malessere chi per un altro… Be’ stavo veramente male male ma, lasciatemelo dire, mi sono proprio goduta ‘sti due giorni casalinghi! Giovedì’ sera sono persino rimasta a casa da sola mentre il resto della famiglia festeggiava l’84esimo compleanno di Dario… Mi spiace non aver potuto presenziare, ma guardare The switch in inglese da letto piangendo senza ritegno non ha veramente prezzo…
E un’altra cosa che mi e’ piaciuta da pazzi e’ stata la cena di ieri sera (pizza ovviamente dato che la mamma era ko) in formazione da 7: Giorgio ed io, Marti, Cami e Ale, Fra e Benni… Abbiamo fatto la simulazione dell’equipaggio di quest’estate e devo dire che funziona che e’ un piacere. Dopocena tutti e 7 sul divano (emmenomale che l’abbiamo comprato immenso) a guardare un dvd… Sara’ la febbre, sarà la stanchezza, ma al momento non riesco ad immaginare gioia più grande. Soprattutto se la serata precede un wekkendone a Istanbul (questa volta in formazione ridotta)! What a wonderful wonderful life…

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Parentele

La scorsa settimana abbiamo avuto a cena la zia Ross con la zia Susi e Vale, lunedì sera ci sono venute a trovare le cuginette Ale e Cri, per salutarci prima delle vacanze (e del loro megaviaggio in Australia!). Martedì sera sul terrazzo avevamo invece nonno Mario e zia Ross, quest’ultima nemmeno troppo offesa dopo aver incontrato in garage la mia stordita vicina che le ha chiesto se fosse mia madre (??!!!). Bè, la vicina è fuori di grosso però, a pensarci bene, proprio tutti i torti non li aveva perchè Rossella è stata veramente la mia mamma per lunghissimo tempo. D’altronde se a 3 anni mi chiedevano come si chiamava mia mamma io rispondevo innocente: “Quale?!”

Mercoledì sera nessuno a cena anche perchè Fra e Giorgio erano proprio messi male… In particolare Fra che è finalmente andato dal dottore della mutua che gli ha trovato 2 placche grosse così in gola e bombardato di antibiotici. Ah, dal dottore l’ha portato Cami con la rinata macchinina ed è pure entrata con lui durante la visita (un po’ come per il tatuaggio…). Infatti la sera raccontavano l’incontro dal dottore litigando sui particolari e su chi aveva capito meglio la posologia dell’antibiotico -nessuno dei due temo!-, ma a parte le loro solite discussioni mi ha riempito di gioia vederli uniti e insieme, a sostegno l’uno dell’altro. Come mi ha riempito di gioia vedere tutti gli altri parenti di primo, secondo e millesimo grado nei giorni precedenti. E sarà una festa domenica quando lo zio Mamo e la zia Flavia verranno da Milano a farsi un puccio in piscina, tempo permettendo…

Sono sempre più convinta che la famiglia è il regalo più grande che si possa ricevere -e a volte fare, noi ci siamo impegnati parecchio in questo!!-  A volte un regalo un po’ ingombrante, è vero, ma che vita sarebbe senza???

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Una vita spericolata

Voglio una vita spericolataaaaaa, voglio una vita come quelle dei fiiiiiiilm… In realtà sabato mentre mi applicavo, per la seconda volta in vita mia, all’arte zen del giardinaggio volevo soltanto rilassarmi… Dimenticare scazzi, spaventi & Co della settimana appena trascorsa (vedi post precedenti). E così mentre me ne stavo con le mani affondate nella terra – ho scoperto che è pessima abitudine per la manicure! – quasi non ho sentito il telefono che suonava con insistenza. Ma poi purtroppo ho risposto ed era Cami che chiedeva aiuto a Fra (sì certo, con la mano steccata!) perchè era rimasta senza benzina in doppia fila in via andrea doria! Ovviamente sabato pomeriggio i benzinai sono notoriamente chiusi ma per fortuna non la nostra fida Rossella dell’Esso di piazza Gran Madre – pubblicità occulta! – e per fortuna aveva persino una tanica fattappò che per modici 8 euri ci ha venduto. Con Fra siamo andati in centro a salvare Cami dalle ire degli shopping-addict del sabato pomeriggio bloccati dal suo splendido parcheggio.

Un po’ nervosa ma con ancora la capacità di vedere il lato ironico torno a casa dove mi aspettano Marti e Giorgio. Bè forse non mi stanno proprio aspettando perchè dopo 10 minuti che suono il campanello – OVVIAMENTE ho dimenticato le chiavi! – nessuno mi apre. Ma non mi scoraggio: vado a suonare ai custodi che hanno le nostre chiavi… bè certo, è sabato pomeriggio, vuoi mica che siano in casa?? Così torno su e mi accascio sullo zerbino, ma questa manovra sembra convincere Marti che mi viene ad aprire “Ho visto dal buco che eri tu!” mentre Giorgio prosegue indisturbato il riposino pomeridiano.

La domenica è poi scorsa tranquilla e nè il fatto che sia caduto un gradino della scala in soggiorno – per fortuna mancando Martina – nè la folta chioma di Cami che ha preso fuoco mentre cantavamo tanti auguri a te al nonno sono riusciti a scalfire la mia calma.

Certo che il giardinaggio funziona davvero!!!

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Bye bye Parigi

Tutto iniziò il 23 dicembre… anzi, no! Tutto iniziò il 23 settembre quando decidemmo di passare il Capodanno a Parigi dai Martixi… Ricerche su internet per l’albergo più vicino a casa loro, più carino, meno caro, possibilmente con la colazione per celiaci… Sembra impossibile e invece no: prenotato a fine ottobre dopo centinaia di mail con tutti i consierges di Parigi! Per il tgv è stato ancora più difficile: non aprivano le prenotazioni (nonostante fossero da un po’ passati i canonici 3 mesi di anticipo) e quando finalmente sono apparsi i treni non c’era già più posto in seconda. Ma non ci siamo persi d’animo, all’andata prima al ritorno seconda, d’altronde Parigi val bene una Mess… volevo dire un Upgrade!

E ora veniamo all’oggi: domani ci sarebbe il treno da Bardo, cioè ci sarà sicuramente il treno da Bardo, peccato che noi non ci saliremo… Marti dal 23 di dicembre oscilla tra i 39,5 e i 40, 5 di febbre CON tachipirina, ogni giorno la misuriamo e cerchiamo di vedere segni di miglioramento, segni che svaniscono quando finisce l’effetto del paracetamolo. Ieri ci siamo decisi e l’abbiamo portata dal pediatra: Antibiotico per una settimana e il rischio di perdere la patria potestà se osiamo portarla ai -6 gradi parigini. E vabbè, la buona notizia è che siamo riusciti a sprenotare l’albergo senza penale e che ci rimborsano quasi interamente il tgv (la tratta in prima al 100% quella in seconda al 50%!).

Quindi parte il piano B. Visto che comunque dobbiamo lasciare la casa di Bardo libera per non deludere l’orda di adolescenti già invitate da Cami quando pensava che noi non ci fossimo sto organizzando un fantastico, intimo Capodanno a Torino. Già mi pregusto quando Marti andrà a letto (magari l’antibiotico la farà dormire prima…) e Giorgio ed io, come ai vecchi tempi quando ancora percorrevamo il mondo, festeggeremo il nuovo anno soli soletti, davanti al camino acceso.

Già lo sento: sarà un ottimo 2011!!!

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non c’è limite al peggio… ma nemmeno al meglio!

Pensavo che fosse già abbastanza sfiga avere Martina malata dal giorno prima delle vacanze pasquali… e invece no, al varco mi aspettavano ancora un paio di appuntamenti:

-tempo da schifo tutto sabato e tutta domenica, ho visto una troupe cinematografica che faceva le riprese del sequel de “Gorilla nella nebbia” nel mio giardino…

-si è ammalata pure Cami e il muso che solitamente porta altezza vita è sceso sino alle ginocchia

-mi sono ammalata pure io: nausea e febbre 39

-mentre ero sdraiata rantolante tra le lenzuola Marti è saltata sul letto e con una mira invidiabile mi ha bloccato totalmente la schiena…

Arghhhhh! Mi pare non ci sia nulla da aggiungere…. a parte il fatto che oggi (lunedì) c’è un sole meraviglioso, la Marti è uscita saltellante col suo papà, Cami si sta facendo la doccia quindi i suoi biografi suppongono che stia meglio e domani sia in grado di andare a trovare la sua amica a Milano accompagnata dal fratellone (speriamo che Fra non se la ribecchi!!), la mia febbre è scesa, il mal di schiena purtroppo non ancora ma ne approfitto per stare a letto e cercare gli alberghi per il viaggione negli USA di quest’estate…

Insomma, come direbbe Frank Capra “It’s a wonderful life”!!!

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