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F come…

F come Flower, il profumo da cui sto cercando di disintossicarmi… ma con cosa sostituirlo? Forse con F come Fierce, la colonia di Abercrombie che mi piaceva tanto negli States? Sarà, ma dopo un paio di giorni che lo porto anora non lo sento mio e poi, diciamocelo, è un po’ imbarazzante tutti i giorni prendere in mano una boccetta col torso nudo di un ragazzino di 18 anni… mi pare di essere un’adolescente un po’ datata… Eppoi F come Fuoco: perchè abbiamo finalmente acceso il camino!

Giorgio, sotto mia insopportabile insistenza, ha comprato quantità di legna industriale, adatta a scaldare Hogwarts per un anno, e così l’altra sera abbiamo battezzato il camino… riempiendo la casa di fumo e di puzza (altro che Flower e Fierce…)! Cami piangeva perchè il fumo le ricordava l’incendio dell’anno scorso, Giorgio si incazzava, Marti si buttava per terra perchè non voleva che spegnessimo il fuoco, Francesco tossiva e io scattavo foto… Cristina intanto dalla cucina scuoteva la testa pensando in che casa di matti era capitata… Insomma un SUCCESSONE!!! E allora spariamoci un po’ di Cecco Angiolieri a sdrammatizzare il tutto:

S’i fosse fuoco, arderei ‘l mondo;
s’i fosse vento, lo tempestarei;
s’i fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i fosse Dio, mandereil’ en profondo;
s’i fosse papa, allor serei giocondo,
ché tutti cristiani imbrigarei;
s’i fosse ‘mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.
S’i fosse morte, andarei a mi’ padre;
s’i fosse vita, non starei con lui;
similemente faria da mi’ madre.
Si fosse Cecco com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le zoppe e vecchie lasserei altrui.


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Il difficile ritorno

Ci svegliamo stretti gli uni agli altri come sardine il 20 mattina a New York; abbiamo dormito poco ma sono già le 12 per le 3 ore di fuso. Nel “lussuoso” albergo a pian terreno da me prenotato non danno la colazione quindi riusciamo ad uscire per strada in tempi record: all’una siamo già a Soho. La percorriamo in lungo e in largo, facciamo piccoli acquisti tipo un paio di crocs per Marti per costringerla a camminare (il passeggino è rimasto a L.A.), ci intratteniamo con spettacoli comici a Washington Square nel giardino che stanno rimettendo in sesto e poi ci trasciniamo sino a Ground Zero e a Battery Park di fronte alla Statua della Libertà. Marti vuole prendere il battello ma non se ne parla, in compenso le facciamo fare un ritratto da un insegnante d’arte (in Cina!) molto dotato e gentile, così gentile che gli commissioniamo anche una caricatura di Giorgio e mia… Tornati in albergo c’è chi prepara la valigia e chi si sdraia in corridorio per captare la linea wifi che c’è solo nelle zone comuni e poi tutti insieme a Mulberry Street per mangiare in uno dei ristoranti di Little Italy. Con la pancia piena e un po’ di nostalgia nel cuore rientriamo in albergo per la nostra ultima notte negli States.

08/21/2010 Ultimo giorno a New York, sotto la pioggia. Un giro veloce al New Museum e poi van per l’aereoporto (un Suburban of course, what else?!). Le pratiche di imbarco filano lisce come l’olio e in breve siamo a borso del nostro aereo Continental per le 6 ore di volo che ci porteranno ad Amsterdam. Piove. Il cielo piange perchè noi partiamo… ma piange così forte che chiudono tutti i voli verso Est da Newark per un acquazzone mai visto. Poi ci si mette anche l’aereo che ha un pezzo da cambiare (?!!) quindi ci fanno ritornare al gate… Il tempo passa, 1 ora di ritardo, 2… 3… alla 4 ora di ritardo, sempre fermi sulla pista e senza aria condizionata, Marti crolla addormentata sul sedile. Finalmente si decolla, io ho già visto praticamente tutti i film disponibili durante l’attesa così ne rivedo due in lingua e intanto sgranocchio i biscotti al cioccolato del pasto gluten free di Martina (tanto lei russa…). Il volo che doveva durare 6 ore è durato 10, arriviamo ad Amsterdam da dove abbiamo ovviamente perso la coincidenza con Torino. Abbiamo un’ora di tempo per prendere l’aereo per Parigi e attraversiamo come pazzi lo Schiphol dopo aver fatto il check in ad una macchinetta – uno scherzo per noi!-. Riusciamo ad imbarcarci per Parigi, a Charles de Gaule scopriamo di essere in lista d’attesa per Torino, poi con grande sollievo (e ritardo!!) saliamo TUTTI sull’aereo per Caselle, dove arriviamo alle 18.30 ora locale (noi abbiamo ancora il fuso di L.A. 9 ore indietro) ovviamente senza bagagli che sono rimasti indietro di qualche tappa, ma felici.

E’ stato un viaggio emozionante, un insieme di esperienze e ricordi che noi 5 condivideremo per sempre. Ieri quando ho chiesto a Martina quale città le è piaciuta più di tutte mi ha risposto, beata innocenza: “Torino!”. Ma nonostante ciò è stata una compagna di viaggio meravigliosa: paziente, allegra ed entusiasta. Come i suoi fratelli che, a parte saccagnarsi per tutto il viaggio, sono stati 4 occhi spalancati attraverso i quali riscoprire luoghi che già conoscevo. E poi, last but not least, Giorgio, il mio amore col quale ero stata a San Francisco in viaggio di nozze, la bellezza di 19 anni fa! Toccare con mano che nulla è cambiato se non in meglio non ha prezzo… per tutto il resto c’è Mastercard e l’addebito di settembre in banca che già pavento…

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Er divano

Squilli di trombe e rulli di tamburi, majorettes pronte, tappeto rosso strotolato…. è lui, è arrivato, è

ER DIVANO!!!

Ci siamo detti: questa volta assolutamente non chiaro neh? Che poi Marti ci sbrodola il latte, ci spalma la nutella, ci sbriciola i biscotti (rigorosamente di riso!); e infatti non l’abbiamo preso chiaro, l’abbiamo preso…. BIANCO!!!

E’ un divano grande, grandissimo, accogliente, ci stiamo tutti e 5 e anche gli amici degli amici degli amici. Per ora non ci sono ancora posti assegnati, ma se è per questo nemmeno a tavola: facciamo ancora il gioco di girare intorno al tavolo e quando finisce la musica ognuno si siede sulla sedia più vicina -la parte divertente è quando Francesco col suo metro e novanta finisce sul seggiolone stokke di Marti-.

Ma non disperate, appena trovate le posizioni ufficiali sarà mia cura postare una foto del divano coperto dai nostri regalissimi fondoschiena…

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Semini

Sarà che oggi c’è il sole, sarà che le giornate si allungano… ma mi sento pervasa da uno speciale ottimismo che riguarda i vari aspetti della vita quotidiana. Vedo tanti semini che presto germoglieranno (e questa volta giuro che il pollice assassino si asterrà dall’intervenire).

Partiamo dai ragazzi: ieri Fra ha dato la sua prima lezione di fisica (bada bene NON educazione fisica!!!!) guadagnando i suoi primi 10 euro onestamente (!!); ha capito che rende di più sfruttare la sua naturale facilità alla materia che il diploma da DJ e si sta organizzando in tal senso. Cami ha portato a casa una pagella nella quale aveva recuperato praticamente TUTTE le insufficienze tranne greco e si è messa seriamente a studiare le lingue morte. Marti oggi all’asilo per la primissima volta da settembre è entrata in classe e si è lanciata verso il gruppetto di bimbe in fondo all’aula dimenticandosi di salutarmi…. EVVVVVVVIVAAAAAA! Per me nulla è più desiderabile della felicità ed emancipazione dei miei 3 adorati semini piantati con amore su questa Terra.

Ma anche sul fronte domestico mi pare che stiamo seminando positivamente: Cristina è una signora molto volenterosa e attenta, gira per la casa con un’agenda dove si segna tutto quello che deve ricordarsi e ciò che mi vuole chiedere… prossimamente le regalerò un blackberry così potremo essere sempre connesse e aggiornate sullo stato di pulizia della casa!

Il versante professionale poi è quello che mi dà maggiori soddisfazioni, vedo molte aperture ed espansione di ciò che già c’era. Con le mie ragazze stiamo arrivando ad un grado di intesa e di risultati importanti e in crescendo. E poi, last but not least, IL semino di quest’anno, il mio progetto nel cassetto, nell’armadio, nella soffitta: venerdì ci sarà un incontro che sono sicura porterà a qualcosa di interessante.

Insomma questa sarà una primavera piena di fiori profumati… quasi quasi mi vado a comprare un paio di innaffiatoi, tanto per essere pronta…!

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Let it snow…

Erano giorni che aspettavo un risveglio così! Continuavo a scrutare le previsioni e il cielo (mai come quest’anno in disaccordo!!)… cercando di scorgere un fiocchetto bianco… E finalmente questa mattina affacciandomi alla finestra ho visto questo:

Sono felice. Ogni cosa è illuminata.

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Santa Sfiga

Ieri Santa Lucia, oggi Santa Sfiga! Ne fosse andata dritta una… Al termine di una giornatina un po’ così torno a casa per vedere finalmente finito il mio bagno: oggi dovevano sostituire il magnifico lavandino in corian che l’idraulico aveva scheggiato installandolo 2 mesi fa e completare l’opera fissando lo specchio dove si necessitava maggior spessore perchè avevano sbagliato a montare i rubinetti… no comment! Bene, il lavandino ripagato dall’assicurazione è arrivato fallato ma per fortuna abbiamo ancora quello scheggiato.. e invece noooo! Quasi sapesse del count down quello scheggiato oggi si è aperto in due ed è crollato miseramente sul marmo (marmo peraltro trattato dal marmista ma venuto male quindi 30% di sconto e molto sangue amaro) portandosi via anche un pezzo di muro. Vabbè montiamo almeno lo specchio… Ops! Guardi signora, non è a filo con l’armadietto, che facciamo lo sistemiamo giusto col pensile o con il lavandino (che sotto il peso di tanta responsabilità era appena crollato)?!!! Ma sì va spostiamo l’armadietto, uno di questi giorni… Ma almeno vedrò le mie tendine nuove che sono venuti a montarmi stasera? Ehm, sa signora non so cos’ha visto il tappezziere: ha sbagliato le misure e le tendine sono troppo lunghe, guardi me le riprendo e torno un’altra volta…

Quasi quasi torno anch’io va, ripasso dal via e facciamo finta che questa giornata non sia accaduta!!!!!

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Certezze

Ci sono delle certezze nella vita. E ci sono equazioni che non sbagliano mai. Una di queste è:

“Se hai davanti dai 3 ai 7 giorni di vacanza e ti sei già fatto un bel programmino che va dall’organizzare una gita fuoriporta a riuscire finalmente a fare tutte quelle commissioni che non riesci mai a sbrigare nei giorni normali, ebbene se questa è la situazione allora stai certa che almeno uno su tre dei tuoi figli avrà un febbrone da cavallo, solitamente la più piccola e bisognosa di attenzioni (ma a Firenze era invece toccato a Camilla…)”

Ci risiamo. Proprio ieri sera avevo detto ad alta voce: “Da quando Marti prende l’immunoactiv le si sono alzate le difese immunitarie e non si è più ammalata..” Ma mordersi la lingua ogni tanto no?!!!

Quindi data la protratta estancia a casetta ne ho approfittato per scattare due foto che posto qui. E sperate che Marti guarisca presto altrimenti vado a recuperare anche le diapositive dei viaggi…..

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