RIVELAZIONI

Bè, non poteva esserci giorno migliore per una rivelazione di tale portata… Cosa meglio di Halloween, dopo una giornata intera passata a Zoom tra zucche animate, fantasmi & Co.

Così a cena Marti butta lì la domanda tanto temuta: “Papi, ma Babbo Natale esiste?”

E mentre Giorgio tutto rosso in volto comincia, dopo essersi schiarito più volte la voce, con “Ehm, vedi…” io penso che la nostra bimba è cresciuta e chissà quante ne sente a scuola e che ormai non si può più pretendere che viva tra le favole (anche se lei ripete sempre che è una fata!) e che quindi forse è il momento per…. quando Marti esordisce convinta:

“Ma no, certo che non esiste Babbo Natale… sono i folletti che portano i regali!!!”

Ok, allarme rientrato 😉

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TUTTI A BARDO!

E anche questa settimana è andata, 5 eventi in 4 giorni è stata una bella sfida (come ben sa la mitica Paola, come farei senza di teeeeeee?) ma li abbiamo portati tutti a termine. E così sabato pomeriggio, fuggendo da una degustazione al Regio e mancando l’inaugurazione a Casale Monferrato sono finalmente andata a Bardonecchia con la famiglia intera allargata per la messa della mamma.

Alla chiesetta dei frati francescani non celebrano più messa e così siamo dovuti andare nella chiesa vicino a via Medail. Lì il prete non era particolarmente coinvolgente quindi io ero abbastanza sicura di me e del mio self control, ma poi mi sono distratta un attimo, proprio mentre il sacerdote diceva che la messa era celebrata per i defunti delle famiglie Tizio e Caio e per… Mamma Neni e li non c’è stato più niente da fare… Quel gran volpone di papà sa il fatto suo evidentemente!

Dopo la messa siamo andati da noi a bere Ferrari e strafogarci di patatine – tutte rigorosamente scadute da almeno 3/4 mesi – e a giocare al gioco dei mimi, occupazione che ci ha tenuti impegnatissimi per almeno 2 ore, quando abbiamo dovuto a malincuore smettere per andare a cena. E’ stato proprio bello essere tutti insieme a giocare e ridere e, diciamolo, sparar cazzate… in una fascia di età che andava dagli 83 ai 7 anni. Alla mamma sarebbe piaciuto un sacco vederci così, si sarebbe seduta in disparte sul divano e avrebbe sorriso con quei suoi occhi sempre più orientali, sempre più Yoda, godendo del nostro star bene insieme.

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San Pietroburgo

Per il nostro primo giorno di vacanza a San Pietroburgo ce la prendiamo particolarmente comoda… La sveglia è alle 10.15 giusto per fare colazione (e CHE colazione!) in albergo con il pianista che ci tiene compagnia. Usciamo all’una dal Kempinski e ci dirigiamo subito alla Piazza del Palazzo per visitare l’Ermitage, a circa 48 secondi da noi -a piedi of course-. L’impatto è straordinario e Giorgio sfodera la Canon con mega obbiettivo che si è portato; io mi metto in posa, lui scatta e puf la foto scompare… Riposo, riscatta e di nuovo l’immagine resta sullo schermo per un nano secondo… Poi un boato scuote la piazza: “CHE PIRLAAAAAAAAAA” da cui deduco che Giorgio ha dimenticato la scheda di memoria a casa… Non ci resta che affidarci al mio iPhone per il quale oltretutto non fanno pagare il biglietto supplementare come cercano di fare per la macchina di Giorgio. Dopo l’Ermitage pranzetto (merenda?) alla caffetteria dell’edificio Singer, all’interno di una fornitissima libreria con affaccio sulla prospettiva Nevsky. Poi chiesa del Sangue versato con le sue cupole sfavillanti che manco a Disneyland Paris e i magnifici mosaici interni. Breve ritorno in albergo per mettersi in ghingheri -chi più chi meno…;)- e in marcia per il teatro Mariinskij dove abbiamo trovato due biglietti, per la gran gioia di Giorgio, per assistere al balletto di Giulietta e Romeo su musiche di Prokoviev. Tutto subito siamo un po’ delusi perché scopriamo che lo spettacolo sarà nella parte nuova dell’edificio, ma poi quando vediamo gli spazi ampissimi del teatro, la sala in legno chiaro e, soprattutto, i nostri posti in seconda fila ci riconfortiamo. Assistiamo così a due ore di balletto classico, Giorgio sopporta pure la tarantella (eccerto siamo in Italia no? Perché, a Verona non si balla la tarantella per strada?? Ma come Italia pizza e mandolino, no??!!!) ma dopo il secondo intervallo dà evidenti segni di cedimento e quindi io acconsento magnanimamente ad abbandonare il teatro… E comunque non siamo i soli!!! Per cena (sono quasi le 10 ormai) ci sforziamo di non tornare allo ZooM per provare qualcosa di nuovo, ma ce ne pentiamo amaramente. La scelta cade su un ristorante piuttosto “vario” dove si può ordinare veramente la qualunque e noi lo mettiamo alla prova ordinando fajitas di pollo, nasi goreng, sushi, wiener snitzel e gateau au chocolat… A letto stanchi e soddisfatti!

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From Russia with love!

Quando Giorgio mi ha chiesto se volevo tornare a New York per il mio compleanno ho avuto un attimo di esitazione… La tentazione era forte, ma poi ho pensato a tutti i posti che non ho mai visto al mondo e abbiamo deciso: per i nostri compleanni e l’anniversario di matrimonio quest’anno ci saremmo infilati cappotto e sciarpa, San Pietroburgo calling!
Giovedì 3 ottobre molliamo “il pacchetto biondo” a scuola e proseguiamo per Caselle e di qui a San Pietroburgo, via Frankfurt. Atterriamo in Russia alle 18.30 e, alla faccia delle guide che minacciavano due ore di sole (!!), troviamo un tramonto tutto rosa ad accoglierci. Scendiamo all’hotel Kempiski, scelto da Giorgio questa volta: l’atmosfera è calda ed elegante, ha tutti i comfort di un 5 stelle a parte nel bagno, dove la tenda -in plastica!- della vasca da bagno è sorretta da un’asta con le ventose che ovviamente io tiro giù alla prima doccia… Chiedo una stanza al piano alto per la vista e ci accontentano mandandoci al sesto, con finestra sul cortile… Vabbè comunque è un bel cortile, niente da dire ;) .

Molliamo i bagagli tra una mappa, una bussola e un cuscino disegnato a barchette (comincio a capire perché Giorgio voleva proprio venire qui) e ci dirigiamo al caffè Zoom, il ristorante numero 1 nella classifica di trip advisor che non delude mai! Aspettiamo mezz’ora per sederci bevendoci intanto un bianco argentino e una birra tedesca e poi finalmente ci accomodiamo nella sala non fumatori del caffè -qui si fuma ancora nei locali!- e ci innamoriamo subito di questo posticino. È proprio come piace a noi: carino ma non caro, fantasioso ma tradizionale, la clientela è quasi tutta indigena e molto gggggiovane, come noi d’altronde ;) !! Ordiniamo da un menù decorato con dei magnifici disegni infantili e per un hamburger, una bruschetta al salmone, un’omelette e uno strudel alle mele (libidinosoooooo) spendiamo pochissimo.
Così dopo aver osservato un po’ gli altri tavoli che giocano a carte, i fidanzati abbracciati sul divanetto senza scarpe e con le gambe attorcigliate e i peluche che fanno parte dell’arredamento ci ricordiamo che non siamo a casa e ci rivestiamo per tornare in albergo. Nonostante il freschetto -guanti e cappello indossati dal primo istante con grande disperazione di Giorgio che non apprezza il “vaso di fiori” che mi calco bene sugli occhi- torniamo al Kempinski con la sensazione che San Pietroburgo sia una città calda e accogliente.

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18!

Atterrati dopo il confortevole (ma luuuungo) viaggio con Emirates alle 9 di sera a Malpensa. Valigie, pullman e macchina sino a Torino dove ci accolgono festosi Camilla e Ale. Chiacchieriamo sino a notte fonda (!!), almeno per noi perché a mezzanotte sono le nostre 6 di mattina, e poi andiamo a dormire per 5 ristoratrici ore…

Il mattino dopo Marti ed io, sveglie dall’alba, andiamo a farci belle dal parrucchiere mentre Giorgio monta il tavolone per 15 e fa rifornimento di vini. Di pomeriggio si apparecchia si puliscono TUTTE le posate d’argento e poi finalmente consegniamo i regali a Cami che apprezza moltissimo… Dopo poco cominciano ad arrivare gli ospiti e la festa ha inizio: una bellissima, dolcissima e divertentissima festa che nonostante il fuso, la stanchezza, la caduta del nonno Mario, che è andato a sbattere contro la scala con una preziosa bottiglia di passito in mano, è riuscita benissimo! Cami è la 18enne più bella, dolce, luminosa che io abbia mai visto; questi suoi 18 anni apparentemente spensierati, ma di cui io conosco tormenti ed estasi, l’hanno veramente fatta crescere e maturare, ed ora la vedo forte e stabile sulle sue gambette magre: che gioia e che soddisfazione!

E nemmeno il fatto che il giorno dopo la lavastoviglie abbia inaspettatamente smesso di funzionare e io abbia dovuto lavare montagne di piatti posate e bicchieri ha inciso sull’atmosfera… Ora aspettiamo Fra che atterra stasera a Malpensa e finalmente saremo di nuovo tutti e 5 sotto lo stesso tetto, what a wonderful wonderful world!!

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SELAMAT JALAN

Torniamo a KL per le ultime due notti di vacanza e veniamo accolti maestosamente dallo Shangri-la in tutto il suo splendore. la prima sera, ça va san dire, si cena in albergo nell’ENORME, ma soprattutto GELATA hall. Durante la cena io salgo 2 volte in camera a prendere altri strati per vestire me e Marti e nonostante ciò vedendoci con le labbra viola la hostess ci porta due pashime per coprirci. Sono tentata di mettermele nello zaino e scappare per quanto sono belle, ma hanno annotato il numero della stanza e ho paura di non avere abbastanza soldi sulla carta per pagarle entrambe. Quindi mi godo la morbidezza e il teporino per tutta la cena e poi le lascio malinconicamente sulla poltrona.

Il mattino seguente, dopo la colazione più incredibile che io abbia mai visto (e non ci siamo nemmeno tuffati nelle due fontane di cioccolato fuso bianco e amaro!) andiamo finalmente ai Lake Gardens visto che il tempo è clemente -nel senso che ci sono 32 gradi con umidità all’88% ma non piove ancora- e visitiamo il Bird Park dove centinaia di specie ci svolazzano sulla testa (ma anche tra le gambe) indisturbate: bellissimo! Non paghi visitiamo pure il Butterflies Park, un pò meno vario ma assai più umido! Usciti dalle farfalle decidiamo di darci il colpo di grazia visitanto anche quello che la Lonely definisce il tempio buddista più grande di tutta la Malesia, un po’ deludente dato che è stato costruito nell’89… Il tassista che ci ha portato sfidando la collina con la prima ingranata ci augura Good luck, all’ingresso ci sono cartelli che avvertono di fare attenzione al portafoglio e il poliziotto che ci vede allontanarci alla ricerca di un taxi ci consiglia di nascondere la macchina fotografica di Giorgio nello zaino… Ma al momento la sfida più pericolosa è attraversare l’autostrada sulla quale siamo scesi per trovare un taxi. Sopravvissuti all’attraversamento saliamo sul taxi di un ossessivo compulsivo fissato con la pulizia che ci guarda preoccupatissimo tutti sudaticci stravaccarci sui suoi sedeli opportunamente ricoperti di custodie di plastichina trasparente che ricoprono anche le manopole delle frecce sul volante. Dopo aver seminato germi a più non posso veniamo scaricati in hotel, dove Marti e Giorgio vanno in piscina (ora sì con la pioggia) e io mi dedico per l’ultima volta ai bagagli. La sera ancora un giretto al mitico Suria con visita al negozio Tiffany più deludente della storia dove non ho trovato nulla da comprarmi -il che è tutto dire!- e cena alla Trattoria per il pesce alla livornese più indigesto dell’intera vacanza! Sonno agitato e risveglio mattiniero per andare all’aeroporto dove ci aspetta il lussuosissimo 777 Emirates…. Selamat Jalan Malesia, Selamat Datang casetta!

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Mareeeeeeee

Partenza da Malacca piuttosto concitata: il driver del taxi prenotato sostiene che dall’albergo gli avevano detto che dovevamo andare a KLIA e non a Sebang, l’aeroporto dei voli nazionali. E per tutte le 2 ore e 20 del viaggio continuerà a ripeterci che non ce la faremo mai ad arrivare in 2 ore…. Arriviamo al check in per ultimi ma in tempo! L’ aereo è un 60 posti ad elica che in meno di un’ora ci recapita sulla meravigliosa isola di Redang. Che dire? Il Paradiso all’improvviso?!! La spiaggia è immacolata, con pochi comodi lettini sempre disponibili; gli animali abbondano: abbiamo visto centinaia di pesci, squaletti, un barracuda, tartarughe e anche una famigliona di scimmie che sono scese in spiaggia nel tardo pomeriggio a mangiarsi qualche mollusco… Inoltre Marti ha conosciuto una Martina di 8 anni appena arrivata al villaggio con genitori molto simpatici con i quali abbiamo esplorato qualche ristorante sull’isola, insomma una vacanza perfetta!
Dopo 5 giorni di riposo siamo pronti a tornare a KL e molto pronti per soggiornare allo Shangri-la (soprattutto io!!!)

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