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V lover!

Ecco che cosa ho imparato su di lei dopo il concertone di ieri sera, Violetta è

  • una giovane donna di circa 21/22 anni che ha iniziato molto presto ad abbassarsi l’età (infatti ne dichiara 17, seeeeeee…)
  • una ragazza con un serio problema di traspirazione, dato che si cambia d’abito ogni 3 minuti (uno più improbabile dell’altro peraltro…)
  • una vittima dello shatush: le sue punte biondo platino stridono fastidiosamente con la radice nera (il suo hair stylist dev’essersi ispirato a Belén, ma ne ha ancora di strada da fare…)
  • una gran gattamorta: nella prima serie stava con Tomás che non è nemmeno stato invitato al concerto. Ieri sera era indecisa tra il perfido Diego e l’angelico León che pare abbia baciato alla fine dello spettacolo, ma non abbiamo le prove perché si sono spente le luci proprio in quell’istante (e secondo me lei ne ha approfittato per baciarne un quarto che si lumava già da un pò…). Insomma un modello da imitare fantastico per la mia Marti -e tutta la sua generazione- che ieri sera se la mangiava con gli occhi ed era al settimo cielo dalla felicità.

Però ad essere onesti Violetta ha anche dei lati positivi:

  • parla un ottimo castellano con una deliziosa pronuncia argentina (si vabbè è nata a Buenos Aires, sai che fatica…)
  • ma soprattutto è un’ottima attrice! Giuro, sono seria: ad un certo punto è scoppiata a piangere con quei suoi occhioni da cerbiatta perché quello di ieri era l’ultimo concerto della tournée e, nonostante tutta la cansacio e i numerosi aerei che ha preso, ritrovarsi con un pubblico così pieno de amor la riempiva di gioia e commozione. E io non ce l’ho più fatta, un po’ per il viso illuminato dalla gioia e gli occhi brillanti e riconoscenti di Martina, un po’ per le lacrime di Violetta, mi sono sciolta in singhiozzi e ho pianto più che al concerto di Tiziano Ferro (che è tutto dire!!).

Quindi ormai lo posso dire a ragion veduta: I’m a real V lover now!!!

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APPRENDIMENTI

Evidentemente non è così automatico, voglio dire non è che solo perché una è al terzo figlio certe cose le deve capire al volo, no?!

“Apprendere dall’esperienza non è affatto un processo automatico. Esso richiede che vengano ‘mobilitate’ abilità di base molto importanti. Dall’esperienza dopo tutto ci vengono soltanto i dati per la conoscenza, non la conoscenza: l’esperienza, infatti, fornisce degli insiemi di informazioni talvolta molto grezzi. Gli individui possono trasformarli in conoscenza solo quando sanno come trattarli e valutarli per ciò che essi realmente dicono. Ma purtroppo questo non è facile, dato che i dati che vengono dall’esperienza possono essere interpretati in più di un modo” (Rino Rumiati, Decidere, Il Mulino, Bologna, 2000, p. 107).

Ecco lo dice persino il Rumiati, quindi è vero. Facendo un passo (ma anche due o tre) indietro la storia è questa: Marti sabato si ritrova con febbrone e mal di testa furibondo. Con l’ibuprofene la febbre cala e domenica sera ha solo più 38.3 quindi lunedì mattina è a scuola (perché c’è motoria che mi piace taaaaanto!) e di pomeriggio va a ritmica sino alle sette di sera. Le è rimasto solo il musino tutto rosso, ma sarà certamente un lascito della febbre del we, o no?!! Martedì mattina si sveglia col mal di pancia ma è il giorno in cui Giorgino fa il salasso ed è importante che dopo si riposi per bene, e poi c’è mate a scuola quindi posticipiamo di un’ora l’entrata a scuola ma non manchiamo nemmeno oggi.

Poi però nella mattinata mi faccio qualche scrupolo e chiamo il pediatra che mi dice che devo S-U-B-I-T-O darle l’antibiotico, che dobbiamo bloccare lo streptococco della scarlattina…. SCARLATTINA??? Ma ne è proprio sicuro?? Si, ok che ne vede tanti, ma così per telefono… prima di darle l’antibiotico non dovremmo essere sicuri? Ah lo è già… Boh, se lo dici lei… Vabbè io però gliela porto a vedere lo stesso, mica glielo dò così l’augmentin…

Ebbene sì, era proprio lei. Ieri sera la febbre è risalita a 39 e pussa e le macchioline si sono fatte sempre più evidenti –si ok non avevo guardato la schiena, ma d’altronde era pure saltato il riscaldamento per tutta la domenica… ah, è importante tenere il paziente al caldo, si certo adesso la caldaia funziona…- Insomma uno pensa al terzo figlio di avere accumulato abbastanza esperienza, ma non è mai così. D’altronde sono già 45 anni che faccio esperienza di vita e mi sorprendo ancora quasi tutti i giorni… è che sono gggggggggiovane dentro… o è già demenza senile????????????Image

Marti che gioca a carte con 39 di febbre…

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RIVELAZIONI

Bè, non poteva esserci giorno migliore per una rivelazione di tale portata… Cosa meglio di Halloween, dopo una giornata intera passata a Zoom tra zucche animate, fantasmi & Co.

Così a cena Marti butta lì la domanda tanto temuta: “Papi, ma Babbo Natale esiste?”

E mentre Giorgio tutto rosso in volto comincia, dopo essersi schiarito più volte la voce, con “Ehm, vedi…” io penso che la nostra bimba è cresciuta e chissà quante ne sente a scuola e che ormai non si può più pretendere che viva tra le favole (anche se lei ripete sempre che è una fata!) e che quindi forse è il momento per…. quando Marti esordisce convinta:

“Ma no, certo che non esiste Babbo Natale… sono i folletti che portano i regali!!!”

Ok, allarme rientrato 😉

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Malacca

Partenza per Malacca in perfetto orario e Giorgio fa persino in tempo a comprare una nuova macchina fotografica per sostituire quella di Marti sulla quale si era seduto…
Alle 14 arriviamo nel meraviglioso Majestic Malacca: fuori è una vera desolazione ma all’interno dell’albergo sembra di essere tornati indietro al periodo coloniale… Veloce pranzetto aspettando che la camera sia pronta (pure qui!) e usciamo alla volta della città Patrimonio UNESCO dal 2008. Dopo una camminata di una ventina di minuti raggiungiamo il centro e percorriamo la “famosa” Jonker street, via centrale di Chinatown. La via è un brulicare di negozietti cinesi e barucci, la cosa più interessante sono i falò che i negozianti accendono per strada a partire dal tramonto bruciando dei foglietti arrotolati e accendendo incensi vari. Sembra una specie di offerta ma non siamo riusciti a capire perché; li notiamo anche la sera successiva in giro per Malacca di fronte alle attività cinesi, mentre l’ultima sera non si vedono piromani in azione… Sera cena in albergo come da copione il primo giorno.
Il mattino dopo partiamo speranzosi verso il centro, questa volta costeggiamo il fiume allungando di moooooooolto il tragitto. C’è un senso terribile di desolazione nell’aria, tutti i bar sul fiume sono chiusi e abbandonati…. Pare che dal 2008 ci sia stato un grande incremento di turisti e che i locali ottimisticamente abbiano investito parecchio sull’offerta ai turisti, superando così notevolmente la richiesta. Il risultato sono tutti questi esercizi chiusi e un grave danno per l’economia del posto. Arriviamo esausti ed accaldati in centro (ovviamente siamo usciti dall’albergo al fresco del primo mattino, circa l’una meno venti!) e dopo una rinfrescatina all’Hard Rock Café andiamo alla scoperta del più antico tempio buddista di Malacca il Cheng Hoon Teng. Il luogo è affascinante e abbiamo la fortuna di assistere ad una celebrazione (diciamo che avevamo delle buone probabilità visto che Giorgio si è appassionato e siamo rimasti lì un paio d’ore…), di sicuro la più bella scoperta di Malacca.
Tornati in albergo -ovviamente su di un austero risciò- dopo un tuffo in piscina arriva il momento da me tanto atteso (e da Giorgio molto meno!): massage time! Ci presentiamo tutti e tre puntuali, Giorgio ed io per il massaggio malese e Marti per la manicure; dopo averci fatto bere qualche litro di the ci portano in una stanzina con dei lavandini al fondo di un lettino e ci fanno il trattamento complimentary, ovvero lavaggio della testa con olio si oliva e relativo unto massaggio. Basta aggiungere che dopo 3 giorni Marti ed io avevamo ancora i capelli unti nonostante i numerosi lavaggi per dire quanto l’abbiamo apprezzato! Dopodiché ci portano al piano superiore, nella stanza del massaggio vero e proprio che per fortuna Giorgio ha chiesto soft e io medium. Se l’avessi voluto strong credo che adesso non sarei qui a scrivere perché nè io nè lui abbiamo mai avuto tanti dolori tutti insieme!!! La mia schiena che era arrivata lì dolorante ne è uscita distrutta mentre Giorgio non riusciva a camminare il giorno seguente e per più di una settimana ha avuto dolore all’allucione che la sua “delicata” massaggiatrice -un parallelepipedo supercompatto da cui spuntavano mani pesanti come ferri da stiro- gli ha stiracchiato un pochino… Sera cena in centro e ritorno a piedi con Marti che guardava languidamente i risciò in versione saturday night fever.
L’ultimo giorno a Malacca Giorgino non si sente molto bene e minaccia di non uscire ma poi si rassegna e accetta di venire a visitare la casa Baba Nyonya nel quartiere storico. La visita è molto interessante, la casa bellissima e tenuta alla perfezione, la guida molto appassionata e fedelissima ai suoi boss, la quarta generazione di proprietari della casa. Per tornare in albergo sfidiamo la mafia dei risciò per prendere quello viola che piace tanto a Marti e Giorgio impietosito lo paga il doppio degli altri facendo attenzione a non farsi notare… Quando si dice avere senso degli affari!! Fine pomeriggio in piscina dove Marti è diventata amicissima di una bimba francese con la quale si parlano a gesti sott’acqua. Cena in posto molto carino in centro e ritorno col solito risciò (quello viola) che però di notte si illumina e mette la musica ancora più alta… Giorgio non ce la fa più a sopportare la vergogna e ci raggiunge a piedi in albergo. Valigie pronte e chiuse (nonostante i nuovi acquisti), domani mattina sveglia presto e partenza per Pulau Redang, mare arriviamoooooooooo.

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Partenza!

Sono a Torino di passaggio un paio di giorni con un milione di cose da fare, alcune divertenti altre meno… tipo andare alla Polizia a far dissequestrare la macchinina di Cami, pagare innumerevoli F24 entro il 16 agosto, lavare vestiti umidicci della barca e rifare valigie per la Malesia (quest’ultima parte è divertente, lo ammetto!), organizzare festa di compleanno per i 7 anni di Marti DOMANI (!!) e il diciottesimo di Cami che lei vuole fare a casa il 31 sera (ad esattamente 20 ore dal mio atterraggio a Malpensa con 6 ore di fuso orientale…).

Indecisa sule priorità ho pensato bene di passare un paio d’ore sul sito di Emirates per modificare i pasti dei voli; la scelta era veramente da capogiro: dato per scontato che tutti i pasti sono halal si poteva scegliere tra 5 pasti “religiosi” e 12 diversi tra Bambino, poco calorico, per diabetici, vegetariano, vegano, a basso contenuto di grassi, vassoio di frutta, vegetariano asiatico, di pesce etc etc. Per Marti quindi pasto glutenfree, per me vegetariano; per Giorgio sono stata tentata di fargli trovare un bel pasto indù ma poi gli ho lasciato quello standard, sperando che con Emirates lo standard dei pasti sia alto quanto l’attenzione al passeggero (almeno sul sito!).

Aaahhhh, due ore proprio spese bene!

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MANSIONARIO

E così è finita la scuola… Marti ha pianto un paio di giorni perché le mancava la maestra Gerardina (!!), ma poi si è consolata e ha cominciato ad apprezzare le vacanze.

Dopo un paio di settimane di cazzeggio totale, bagnetti in piscina e giretti in giardino nella speranza di non trovare cani sguinzagliati e senza padrone, ha deciso che era ora di mettersi all’opera e di guadagnarsi la sua settimana di English camp di luglio pulendo casa.

E devo dire che ha preso veramente sul serio il suo lavoro, infatti ieri ho trovato questo foglietto in camera sul letto:

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Giuro che la QUCINNA e il SOGORNO non sono mai stati così puliti!!!

 

 

 

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