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Verbale o non verbale?

Pronto?

Buongiorno, la signora Bernascone? Emanuela Bernascone?

Si…

Qui è la Polizia di Stato, sono P….ini

Che succede?!!!

La chiamo per sua figlia….

Cosa è successo?!!!

Niente signora, solo che sua figlia va un po’ troppo veloce… Oggi non le farò il verbale, ma volevo parlarne con la mamma, dato che so che il papà è in Turchia…

?????! Ah sì certo, in Turchia…

Quindi oggi niente verbale ma la ragazza deve capire

Certo, ha ragionissima… le togliamo la macchinina per 15 giorni, così se lo ricorda di sicuro!

Bene ora gliela passo un attimo… Rivolto a Cami: Tua mamma ha detto che ti toglie la macchinina per 15 giorni!

Cami sei tu?

Sì mamma

Ma che c….o fai??!! Ma non ti avevo appena detto di fare attenzione? Sei uscita di strada la scorsa settimana… a casa ne riparliamo, ora ringrazia e vai

Ok mammina

Bè non mi posso lamentare, erano già quasi 2 mesi che non mi pigliavo spaventi da rimanerci secca, qui si rischiava di perdere l’allenamento…

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MARTINA IN PROGRESS!

Grandi progressi questa settimana per la piccola Marti!

Sabato ha voluto tagliarsi i capelli, nonostante la palese resistenza della mamma, e quando è uscita da Curletto sembrava avesse dieci anni di più… ma non dicevano che il capello corto ringiovaniva? Boh…

Poi domenica è stata la volta della bici: dopo aver barattato col babbo un’ora ai giochi del Fante vicino a casa vecchia in cambio di 10 giri per imparare ad andare senza rotelle ci ha sorpresi tutti e due con il suo equilibrio, e oplà, in 5 minuti aveva imparato ad andare sulla bici da grande (da cui ovviamente dopo non voleva più scendere… soprattutto in garage!)

E poi la scuola… Dopo essersi presa la sua prima nota dieci giorni fa “A casa rifletti con la mamma sul perché non bisogna cantare svolgendo un lavoro” (??!!) deve aver deciso di interpretare il ruolo di bimba tedesca perfetta e infatti ieri l’hanno messa vicino al compagno Pierino –che è in prima fila per essere tenuto d’occhio dalle insegnanti- per “aiutarlo”. E lei l’ha fatto:

–       Sai mamma visto che sono tanto brava mi hanno messo vicino a Pierino…

–       Ah sì?

–       Sì, per aiutarlo!

–       Aaaahhhh, e tu come lo aiuti?

–       Gli faccio pulire dopo la merenda, mettere i quaderni in cartella, temperare le matite, chiudere i pennarelli…. E poi gli ho insegnato a fare i cuoricini e le stelle!

–       Ma te l’hanno detto le maestre dei cuoricini e le stelle?

–       Nooo, quello l’ho deciso io!

 

Della serie non mi lasciano cantare in classe… e io le riempio di cuoricini e stelle!!!!!!

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Back home

E alla fine, anche se con un giorno di ritardo, siamo tornati. Siamo partiti con il cielo che più blu non si poteva e siamo arrivati con la pioggerella e il grigio milanese che però ci ha accompagnato sino a Torino. Abbiamo ancora i bagagli da aprire, stasera daremo i regali ai ragazzi – gran bel momento!! – ma in questo preciso istante Giorgio è occupato in un’attività che mi sa tanto lo terrà occupato per tutto il giorno (se basta!). Dunque, ieri, dato il grande successo riscosso col primo “Pisolino da Tiffany“, Giorgio ha deciso di replicare; siamo andati nel nuovo negozio a Soho, mooolto più tranquillo ed elegante di quello nella 5 Av, e soprattutto con dei veri e comodissimi divani – ovviamente turchesi o meglio Blue Tiffany. Ma nei 2 minuti trascorsi tra quando si è seduto in poltrona a quando ha iniziato a russare Giorgio è stato attratto dalla libreria alle sue spalle, riempita di libri rigorosamente divisi per nuance. E così appena arrivati in soggiorno ha deciso di applicare lo stesso criterio alla nostra libreria. Non sono servite a nulla le mie resistenze nè l’aver sottolineato che poteva anche funzionare come metodo con 30 libri nel negozio, ma non con le centinaia di casa nostra. Io già facevo fatica prima a ritrovare i miei libri che erano stati infilati sugli scaffali in ordine di altezza… adesso secondo pantone non ce la posso proprio fare! Ma ho desistito dal cercare di dissuaderlo. Forse è un rito propiziatorio per il ritorno a casa e al lavoro, un modo per accogliere l’autunno oppure un passatempo migliore del sudoko… O magari è per dirmi che gli è piaciuto tanto che lo portassi due volte in quattro giorni da Tiffany e che ci vuole ritornare presto?!!! Naaaaaaaaaa…

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WE DID IT

Yes, we did it! Siamo saliti sull’aereo per il Jfk di New York nonostante tutto…. Ho controllato, il biglietto l’avevo comprato il 30 luglio, il giorno prima dell’operazione di Giorgio. Ancora non si sapeva che sarebbe stata così lunga e pericolosa e con conseguenze a lungo termine, ma in quel momento lui avrebbe acconsentito a qualunque richiesta pur di ingraziarsi gli dei, quindi mentre stavo per lasciarlo alla Cellini per tornare a casa a dormire ha ceduto: “Ok, andiamo a New York per il tuo compleanno”. Più tardi ha anche aggiunto “però che sia l’ultima volta!” Ma come, è sola la mia decima volta, sai quante me ne spettano ancora?! E così ho prenotato la nostra puntatina annuale nella (very)bigapple prima di sapere che Giorgio avrebbe avuto bisogno di cure e riposo nei mesi successivi… Ma il cardiologo ha detto sì, quindi eccoci qua, a bordo del lussuosisssssimo AZ qualcosa. Io ho rischiato di sabotarci l’altroieri, quando mi sono svegliata alle 4 di notte con un attacco di cistite fulminante, ma per fortuna avevo l’antibiotico a portata di mano (questa volta Giorgio non è nemmeno dovuto andare ad Imperia a cercare la farmacia notturna!) e quindi con la valigia carica di Ciproxin e fermenti sono allegramente partita. Giorgio è invece da 2 giorni che ha mal di stomaco, ma nemmeno questo ci ha fermato e ora lui mi sta già dormendo accanto dimostrando che le arterie nuove non hanno minimamente scalfitto la sua abitudine di addormentarsi appena appoggiate le chiappe sul sedile… e poi che sedile, vogliamo parlarne?!! Ieri mattina all’alba, mentre boccheggiavo a letto in attesa che l’antibiotico facesse effetto ho fatto il check in on line assicurandomi, alla modica cifra di 50 euro a cranio, i confort seats, cioè i sedili senza nessuno davanti dove ti puoi stravaccare a piacimento. Così appena Giorgio si è addormentato (quindi subito!) ho cominciato a studiare l’offerta del mitico airbus per farmi trascorrere piacevolmente le prossime 8 ore… quasi quasi faccio il roundtrip senza scendere!! Ci sono un’infinità di film da scegliere e cd a iosa. Ora mi faccio la playlist di brani da ascoltare e riascoltare – Giorgia e Christina Perri in pole position – mentre scelgo il film anzi I films perché ho intenzione di vederne almeno 3. Intanto Giorgino si è svegliato un attimo, giusto il tempo di seppellirsi sotto la copertina verde biliardo, ed è tornato a dormire. Neppure il tempo di offrirgli la mascherina… ma direi che non ce n’è bisogno. Nota di Giorgino: mentre io cerco di dormire la mia instancabile mogliettina multitasking scrive il post, mangia i taralli, controlla i film disponibili, beve la coca, ascolta la musica e mi infila le cuffie sulle orecchie …..

Sono così felice di essere sull’aereo per NY; ho avuto timori vari nei giorni precedenti, sono arrivata sino al punto di chiedermi se partire o meno e poi ho seguito il suggerimento della saggissima sorellina che mi ha ricordato:

la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e vide che non c’era nessuno

ed eccoci qui, per 4 meravigliosi giorni di vacanza. New York calling!!!!!!

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Schultüte

E il grande momento è arrivato: primo giorno di prima elementare! Giorgio ed io eravamo eccitatissimi, la piccola scolara non lo dava troppo a vedere… Siamo arrivati alla scuola europea con una buona mezzora di anticipo (e per chi mi conosce bene sa che questa è una vera RARITA’) e abbiamo subito incontrato l’amica dell’asilo Ilaria con cui abbiamo iniziato a fotografare Marti. Poi piano piano il giardino della scuola si è riempito e i bimbi destinati alla sezione tedesca si riconoscevano, ognuno col suo Schultüte sotto braccio. Argh! Ho forse dimenticato qualcosa? C’era forse un cartello che diceva di arrivare con un improbabile cono pieno di caramelle al primo giorno di scuola?!!!! Panico!!! Naaaa, è una tradizione tedesca, ma per fortuna le maestre della scuola europea hanno deciso di venire incontro a noi poveri monolingua e hanno preparato un conetto per ogni scolaro, anche per quelli delle sezioni di francese e inglese (alla faccia della Merkel!). Nel frattempo si erano formati i soliti crocchi di genitori e quel gran chiacchierone di Giorgio se ne stava a distanza di sicurezza con il casco della moto in testa e gli occhiali scuri pronto a fuggire se qualcuno gli avesse rivolto la parola. Ad un certo punto Marti se n’è accorta ed è andata a tenergli compagnia, si sono allontanati a guardare il fiume col risultato che nel momento in cui hanno chiamato tutti i primini… loro non c’erano!!! Ma dopo qualche grido mio accorato son tornati e ci siamo messi tutti all’ingresso della scuola dove le maestre hanno chiamato ad uno ad uno i bambini cominciando dalla sezione francese, inglese e infine (sì la 1a C!!) quella tedesca.

Marti ad un gerto punto, più meno a metà della francese, ha avuto un attimo di scoramento, ma si è subito ripresa asciugandosi le lacrime e approntando il suo sorristo tranquillizzagenitori. Ecco fatto, la sezione più bionda della scuola è formata e tutti insieme – bambini, genitori, maestre – siamo saliti all’ultimo piano nella classe che sarà di Martina per i prossimi 5 anni. Marti non è riuscita a sedersi dove voleva, ma all’uscita da scuola mi ha poi detto che hanno fatto dei giochi per cui ogni alunno andava a sedersi dove avrebbe voluto quindi credo ci saranno ancora degli spostamenti. La maestra Geraldina (dolcissima ed emozionata quasi quanto me!) ci ha consegnato dei fogli con l’orario e soprattutto con una lista infinita di materiale da portare e poi ci ha gentilmente sospinti verso l’uscita.

Giorgio è tornato a lavorare un po’ magonato, mentre io sono rimasta fuori dalla scuola cercando invano di contattare l’economa per la dieta di Marti. Ma quando mezzora dopo la mia scolara prferita è uscita da scuola strasorridente ho capito che il primo giorno di scuola era stato un successone e così mangiandoci le caramelline del schultute (più io che lei!) siamo tornate a casa. Che emozione ragazzi, sarà che invecchio, ma mi agito sempre di più con questi riti di passaggio… credevo che ci si facesse l’abitudine (questo è già il “mio” terzo primo giorno di elementari) e invece ogni volta un’emozione grandissima.

E poi guardatela, come si fa a non sentire il cuore che si scioglie e sgocciola piano piano?!!!

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Ferragosto!

Ieri è stato uno dei migliori ferragosti della mia vita! Il 14 sono arrivati i ragazzi (chi da Turchia chi da Spagna) e ci siamo ritrovati tutti agli Aregai per festeggiare Martina. Marti aveva l’imbarazzo della scelta per scegliere quale mise indossare alla cena; aveva ricevuto un vestito di Accessories grigio piombo impreziosito di pietre preziose intorno allo scollo all’americana coordinato con borsetta a cuore di brillanti che io reputavo da festa, ma che si è ben presto rivelato troppo “sobrio” di fronte alle altre due scelte: un vestito da flamenco frangiato rosso fuoco con scarpette col tacco coordinate e un vestito rosa e nero con strascico (giuro, proprio lo strascico che strascica) di un metro, con rose di tessuto sul davanti, veli vari e una spilla di diamanti sul davanti che arrivava dritto dritto dal mercato autoctono di Istanbul.

Alla fine Marti ha scelto di indossare l’abito con strascico e le scarpette da flamenco e con questa veste informale ha festeggiato il suo 6° compleanno in allegria. Il giorno successivo, vero Ferragosto, con la nostra formazione da 10, abbiamo mollato gli ormeggi per la prima volta dall’operazione e nulla avrebbe potuto rovinare la nostra euforia, nemmeno le batterie dei servizi totalmente scariche per cui non ci siamo mai potuti ancorare e abbiamo fatto il bagno sempre in movimento (non ti allontanare… stai vicino alla barca, nuota nuotaaaaaaaaaaaa!!!!!). In compenso i bordi son venuti benissimo, col prodiere Francesco che regolava le vele peggio di un orologio svizzero abbiamo toccato velocità frizzanti e tutti si sono divertiti un sacco (le madame a prua ogni tanto borbottavano costrette a cambiare posizione, ma niente di troppo rumoroso…)

La sera cena in barca, solita formazione, con persico preparato dalla Kambusa, chiacchierate sotto le stelle e misurazione di pressione a tutto l’equipaggio… Non avrei potuto immaginare una festa più bella!

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Vacanze

Dopo la seconda notte di Giorgino a casa posso dire che le cose vanno migliorando  -slowly but surely!- e che fra qualche giorno potremo raggiungere la nostra adorata Wanetula al porto degli Aregai. Certo non potremo mollare gli ormeggi perchè il cardiologo ha detto di non allontanarsi mai dalla terra ferma nel primo mese… ma la useremo come casetta galleggiante e come nido dove raggruppare tutti i nostri ragazzi momentaneamente sparpagliati per il mondo.

Cami è a Istanbul e ci manda sms entusiasti di quanto sia incantevole la città (buon sangue non mente!!), Fra è a Barcellona e non voleva più uscire dalla Sagrada Familia di cui si è innamorato all’istante, Marti invece è a Mentone. E’ andata come un soldatino entusiasta con il cugino di Giorgio che si è offerto di tenerla al mare con le sue due adorabili bimbe e nonostante Marti le abbia viste sì e no 5 volte in vita sua non vedeva l’ora di partire e adesso non vuole nemmeno perder tempo a parlarmi al telefono impegnata com’è tra bagni e fate… Quella bimba è proprio speciale! Martedì sera quando sono tornata a casa dall’operazione e le ho detto che papà non sarebbe rientrato subito a casa ha pianto disperata per 1 ora, nonostante io gliel’abbia messa nel migliore dei modi dicendo che così poteva dormire più a lungo nel mio letto. Sa perfettamente, senza che nessuno gliel’abbia detto a parole, quello che è successo e sa che la sua assenza può aiutare il babbo a riposare e a riprendersi prima.

La gioia di saperli in giro per il mondo, curiosi ed entusiasti è una delle più grandi soddisfazioni della mia vita; in fondo tutti quegli aerei all’alba e i km macinati in macchina sulle peggiori strade turche, nepalesi, cubane, messicane etc qualche semino dovevano pur lasciarlo!!!

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