Archivi del mese: ottobre 2014

Ventitrè e non sentirli…

Ci svegliamo belli riposati e affamati. La colazione è, ovviamente, ricca e buonissima nel ristorante dell’albergo sulla nostra isoletta Skeppsholmen che ospita anche il Moderna Museet. Di buon mattino (vabbè per noi le 11 in viaggio è l’alba 😉) partiamo per una luuuunga camminata: la città vecchia, il Fotografiska (oooooohhhhh la meraviglia di quel museo), poi Sofo e dintorni (zona simil Soho) per poi concludere la serata al Tivoli, il luna park a Djurgârden per lo spettacolo di circo/burlesque La Soirée. Qui conosciamo due italiani da poco trasferitisi a Stoccolma che ci indicano i posti più carini da visitare e ci raccontano il magico mondo della società svedese facendoci venire voglia di trasferirci all’istante! Burocrazia snellissima, mezzi super comodi e puntuali (quasi nessuno usa la macchina avendo a disposizione bus, tram, traghetti e metro oltre a piste ciclabili ovunque), ci sono lavoro e ottimi stipendi e la sanità pubblica copre TUTTO sino ai 20 anni… Non paghi nemmeno gli occhiali… La maternità è equamente divisa tra i genitori e infatti vedi tantissimi papà che spingono passeggini multipli a tutte le ore del giorno… Insomma mi sono sentita come se in Italia vivessimo ancora nel Medioevo!
Finita la lezione di sociologia e geografia ci godiamo lo spettacolo che è fighissimo e scopro che si sposterà a Londra per l’inverno; mi piacerebbe un sacco portarci i ragazzi a dicembre, ma non so bene come far crescere velocemente Marti dato che è vietato ai 13…
Il giorno successivo perdiamo barche e bus, non riusciamo ad entrare all’Abba museum e ci facciamo beccare senza biglietto sul tram da veri italiani!!! Ma poi la giornata prende una piega inaspettata: ci facciamo l’abbonamento di 24 ore a TUTTI i mezzi di trasporto di Stoccolma (la carta si può fare ovunque anche al supermercato, dove tra l’altro puoi ritirare la posta e spedire pacchetti) e quindi ne approfittiamo per allontanarci in metro da Norrmalm -la zona moderna e commerciale che non ci piace per niente-e approdare all’Östermalm Saluhall (mercato coperto genere Eataly come prodotti prezzi e utenza) e alle eleganti vie limitrofe. Pranziamo al Teatergrillen in piazza Ingmar Bergman, un baruccio tondo e minuscolo con 4 tavolini in croce, e poi passeggiamo con lo sguardo all’insù ad ammirare le bellissime case che costeggiano la via centrale. Ancora un giro al Vasa Museum ad ammirare un vascello del 1600 affondato a pochi minuti dal varo e la sera abbiamo prenotato al bistro del Berns dove ci hanno riservato un tavolino strategico, tutto romanticismo e candele! Ultimo giretto per la città vecchia con il suo acciottolato sfidacaviglie e ritorno all’isoletta. Ci svegliamo la mattina della domenica cercando di dare un senso al peso in valigia di tutta la nostra attrezzatura da jogging e quindi ci facciamo la nostra corsetta mattiniera tra le barche ormeggiate e gli alberi dagli splendidi colori autunnali. Dopo una solida colazione (runtastic mi ha detto che per 5 km ho consumato 304 calorie, ma secondo me si è tenuto basso…) con la barchetta andiamo sull’altra sponda a visitare, questa volta davvero, l’ABBA Museum e poi, per sfruttare sino all’ultimo secondo l’abbonamento 24 ore, in pullman al Terminal del bus per l’aeroporto. Ci aspetta il lungo viaggio a ritroso: bus, aereo e macchina sino a casa, ma tanto passiamo il tempo a guardare l’orologio e a dirci cosa stavamo facendo in questo esatto momento 23 anni fa, il giorno del nostro matrimonio. È proprio il caso di dirlo: 23 e non sentirli… 😉

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Stoccolma!

I presupposti non erano dei migliori… Mentre sto per sedermi sulla valigia per riuscire a chiuderla, suona il telefono: è la maestra che mi dice che Marti piange dal mal di pancia. Panico! Vedo già l’aereo scalcagnato di Ryan Air che decolla senza di noi, ma poi la prode Giovanna si fa avanti e mi assicura che andrà tutto bene, che andrà lei a prendere Marti e che non mi devo preoccupare. Ok, allora partiamo, Stoccolma ci aspetta (e ci aspetterà ancora un bel po’ perché ci impieghiamo non meno di 9 ore ad arrivare!!!)
Tre ore di autostrada per Bergamo, due ore e mezza di aereo che diventano tre per ritardi vari, e per fortuna che abbiamo comprato il fast track, la cosa più antidemocratica che abbia mai provato, passando davanti a famiglie con bambini che si sono messi in coda in età prescolare e arrivano al controllo che possono prendere la patente…
Il volo atterra alle 22.30 ad un comodo aeroporto a 100 km da Stoccolma e noi due, sgomitando con nonchalance, riusciamo ad aggiudicarci gli ultimi 2 posti sul pullman che parte di lì a poco per il centro città. Con un timing perfetto a mezzanotte e mezza arriviamo alla stazione e di lì dobbiamo solo (!!) più prendere un taxi per la bellissima, ma isolatissima isoletta dove ho prenotato l’albergo. Arriviamo esausti, resistiamo a non accasciarci alla reception solo perché abbiamo una fame blu che ci tiene svegli (ovviamente sul volo Ryan Air erano quasi finiti TUTTI gli snack A PAGAMENTO!) e in compagnia dei nostri stomaci rumoreggianti percorriamo tutto l’albergo, che è luuuuuunghissimo, dalla parte del giardino perché la porta da cui saremmo dovuti entrare è momentaneamente fuori uso.
Alle 2 di notte, dopo aver divorato una tavoletta di cioccolato e tutte le mandorle salate del frigobar, ci accasciamo sul letto più piccolo che io abbia mai visto tra i letti doppi (diciamo un materasso di una piazza bello comodo) sperando che Stoccolma valga lo sbattone.

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