Il difficile ritorno

Ci svegliamo stretti gli uni agli altri come sardine il 20 mattina a New York; abbiamo dormito poco ma sono già le 12 per le 3 ore di fuso. Nel “lussuoso” albergo a pian terreno da me prenotato non danno la colazione quindi riusciamo ad uscire per strada in tempi record: all’una siamo già a Soho. La percorriamo in lungo e in largo, facciamo piccoli acquisti tipo un paio di crocs per Marti per costringerla a camminare (il passeggino è rimasto a L.A.), ci intratteniamo con spettacoli comici a Washington Square nel giardino che stanno rimettendo in sesto e poi ci trasciniamo sino a Ground Zero e a Battery Park di fronte alla Statua della Libertà. Marti vuole prendere il battello ma non se ne parla, in compenso le facciamo fare un ritratto da un insegnante d’arte (in Cina!) molto dotato e gentile, così gentile che gli commissioniamo anche una caricatura di Giorgio e mia… Tornati in albergo c’è chi prepara la valigia e chi si sdraia in corridorio per captare la linea wifi che c’è solo nelle zone comuni e poi tutti insieme a Mulberry Street per mangiare in uno dei ristoranti di Little Italy. Con la pancia piena e un po’ di nostalgia nel cuore rientriamo in albergo per la nostra ultima notte negli States.

08/21/2010 Ultimo giorno a New York, sotto la pioggia. Un giro veloce al New Museum e poi van per l’aereoporto (un Suburban of course, what else?!). Le pratiche di imbarco filano lisce come l’olio e in breve siamo a borso del nostro aereo Continental per le 6 ore di volo che ci porteranno ad Amsterdam. Piove. Il cielo piange perchè noi partiamo… ma piange così forte che chiudono tutti i voli verso Est da Newark per un acquazzone mai visto. Poi ci si mette anche l’aereo che ha un pezzo da cambiare (?!!) quindi ci fanno ritornare al gate… Il tempo passa, 1 ora di ritardo, 2… 3… alla 4 ora di ritardo, sempre fermi sulla pista e senza aria condizionata, Marti crolla addormentata sul sedile. Finalmente si decolla, io ho già visto praticamente tutti i film disponibili durante l’attesa così ne rivedo due in lingua e intanto sgranocchio i biscotti al cioccolato del pasto gluten free di Martina (tanto lei russa…). Il volo che doveva durare 6 ore è durato 10, arriviamo ad Amsterdam da dove abbiamo ovviamente perso la coincidenza con Torino. Abbiamo un’ora di tempo per prendere l’aereo per Parigi e attraversiamo come pazzi lo Schiphol dopo aver fatto il check in ad una macchinetta – uno scherzo per noi!-. Riusciamo ad imbarcarci per Parigi, a Charles de Gaule scopriamo di essere in lista d’attesa per Torino, poi con grande sollievo (e ritardo!!) saliamo TUTTI sull’aereo per Caselle, dove arriviamo alle 18.30 ora locale (noi abbiamo ancora il fuso di L.A. 9 ore indietro) ovviamente senza bagagli che sono rimasti indietro di qualche tappa, ma felici.

E’ stato un viaggio emozionante, un insieme di esperienze e ricordi che noi 5 condivideremo per sempre. Ieri quando ho chiesto a Martina quale città le è piaciuta più di tutte mi ha risposto, beata innocenza: “Torino!”. Ma nonostante ciò è stata una compagna di viaggio meravigliosa: paziente, allegra ed entusiasta. Come i suoi fratelli che, a parte saccagnarsi per tutto il viaggio, sono stati 4 occhi spalancati attraverso i quali riscoprire luoghi che già conoscevo. E poi, last but not least, Giorgio, il mio amore col quale ero stata a San Francisco in viaggio di nozze, la bellezza di 19 anni fa! Toccare con mano che nulla è cambiato se non in meglio non ha prezzo… per tutto il resto c’è Mastercard e l’addebito di settembre in banca che già pavento…

11 commenti

Archiviato in caro diario..., famiglia, New York

11 risposte a “Il difficile ritorno

  1. e per noi rimasti a casa😉 è stato bellissimo seguire il tuo resoconto a puntate sul tuo bel blog

    stupendo poi l’ultimo paragrafo, mi è persino scesa una lacrimuccia nel leggerlo…

  2. grazie Fabi! Il viaggio è più bello se è condiviso…
    bacione

  3. rbernascone

    che bei racconti, sorellina! Grazie di esistere, tu & gli altri 4 Bellantuono.
    Baci traduttologici

  4. rbernascone

    Non mi lascia scrivere questo commento, dice che l’ho gia’ scritto!!!: che bei racconti, sorellina! Grazie di esistere, tu & gli altri 4 Bellantuono.
    Baci traduttologici

  5. Valentina

    Zia, sei MERAVIGLIOSA!!!!!!!!!!!!!!!!!

  6. daniela

    grande Manu!bellissimi racconti…e poi hai un modo di descrivere le situazioni davvero incredibile!!!!a quando un tuo libro??io lo leggerei moltoooo volentieri!

  7. grazia

    Sono fiera di avere un’amica come te. M’ incanta leggere i tuoi racconti. Perchè non scrivi un libro?…e poi ti puoi allargare anche pensando di tradurlo….visto che la Sorellona (come tutte le Donne B) è un genio in tal campo.
    Baci,
    Grazia

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