Incredibile ma vero: siamo riusciti a partire!! Ora sono in volo per Istanbul, col mio iPad in rigorosa modalità da aereo. Non speravo di farcela, giovedì mattina mi sono svegliata con 39 di febbre e sono andata lunga distesa mentre provavo ad avvertire per telefono i miei compagni di viaggio con i quali sarei dovuta andare in quel di Montegalda, in provincia di Vicenza. Per fortuna c’era Giorgio che mi ha sorretto (bella metafora no?!) e anche evitato che mi schiantassi sulla scala in soggiorno…
Così sono rimasta a casa, sotto le coperte con brividi polari, e sono rimasti a casa anche i tres amigos, chi per un malessere chi per un altro… Be’ stavo veramente male male ma, lasciatemelo dire, mi sono proprio goduta ‘sti due giorni casalinghi! Giovedì’ sera sono persino rimasta a casa da sola mentre il resto della famiglia festeggiava l’84esimo compleanno di Dario… Mi spiace non aver potuto presenziare, ma guardare The switch in inglese da letto piangendo senza ritegno non ha veramente prezzo…
E un’altra cosa che mi e’ piaciuta da pazzi e’ stata la cena di ieri sera (pizza ovviamente dato che la mamma era ko) in formazione da 7: Giorgio ed io, Marti, Cami e Ale, Fra e Benni… Abbiamo fatto la simulazione dell’equipaggio di quest’estate e devo dire che funziona che e’ un piacere. Dopocena tutti e 7 sul divano (emmenomale che l’abbiamo comprato immenso) a guardare un dvd… Sara’ la febbre, sarà la stanchezza, ma al momento non riesco ad immaginare gioia più grande. Soprattutto se la serata precede un wekkendone a Istanbul (questa volta in formazione ridotta)! What a wonderful wonderful life…
Solitudine vs una folla
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… a grande richiesta… PICTURES!!!
La qualità delle foto è veramente scarsa… ma la fotocamera del mio BB è proprio sottotono. Comunque il soggetto rende abbastanza l’idea:
conoscenza con la maestra
salita sul tapis roulant
disperazione dopo la prima discesa con testa inclinata e lacrimuccia della serie “mamma perchè mi fai ciò?!”
padronanza del mezzo la domenica pomeriggio durante la seconda lezione
Purtroppo non ci sono foto durante le innumerevoli discese della domenica perchè troppo occupata tra racchette, tessere punti e folla sulla pista del baby che ho affrontato sempre rigorosamente di spalle… occhio non vede….!



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A lovely we!
E’ stato tutto perfetto! Certo era gia’ iniziato benissimo quando al momento di partire ho chiesto a Marti: “ma non ti porti l’orso per dormire?” e lei mi ha risposto:” non mi serve, ho te!”…
Sabato mattina prima lezione di sci, facciamo la conoscenza con la maestra Elena che vive a Milano dov’e’ dottoranda e insegna a Farmacia ai “bimbi” un po’ piu’ grandi… Marti e’ un po’ reticente, ma quando capisce che nemmeno la prima lacrima mi dissuaderà, si lascia portare dalla maestra sul tapis roulant… La scena piu’ bella è il nonno Mario, quasi 82 anni, arrampicato sull’albero per farle il reportage fotografico. La zia Flavia e lo zio Mamo fanno la ola da fondo pista, insomma Marti non se la sente di deludere i suoi fans e fa tutta la lezione.
Il giorno successivo sembra caricata a molla, non vede l’ora di sciare e soprattutto di ritrovare la maestra Elena alla quale vuole proporre una vacanza insieme (??!), insomma un tripudio. Finita l’ora Marti trascina me e Flavia su e giu’ dal baby e dopo un’ora giochiamo sporco: diciamo che abbiamo finito i punti della tessera per smettere di sciare…
Ora abbiamo gia’ prenotato 2 lezioni fra 15 giorni e non stiamo più nella pelle aspettando il prossimo we cheak to cheak… Che soddisfazione!
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Undivided attention
Tutto e’ pronto… O quasi! Questo sara’ il Martina weekend! Sole lei e io, a Bardo, mentre il babbo e’ al mare e i fratelli sono…?! Dove sono i fratelli???! Vabbe’ non mi faro’ distrarre da pensieri e preoccupazioni quotidiane, questo fine settimana saremo lei ed io: nel lettone, in casa, sulle piste da sci!
Ebbene si, ho deciso che e’giunta l’ora del battesimo della neve per Marti, e poco importa se di neve non ce n’e'… A Torino ho affittato scarponi, bastoncini e sci per lei, li abbiamo gia’ provati in camera sua e oggi li proveremo sulle piste. Be’, magari non proprio quelli, visto che ieri nella foga di caricare il bagagliaio (2 sedie appena ritirate dal tappezziere dove giacevano da 11 mesi, 2 valigione, cibo gluten free per lei, cibo dairy free per me, scarponi, doposci e bastoncini)ho dimenticato in garage gli sci di Marti!!!
Ma niente paura, ci riproponiamo di riaffittarli a Bardonecchia, appena riusciamo a raggiungere un bancomat che ci permetterà di pagare i punti, le lezioni e il casco che ci manca…
Ok, il tempo stringe quindi ci lanciamo nell’avventura, stay tuned per il seguito….!!
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Ora è chiaro… il 2012 è donna!
L’ho detto io che il buongiorno si vede dal mattino… A ruota segue la seconda recensione del 2012 su di una donna straordinaria: Artemisa Gentileschi
Artemisia, che donna!
Oltre 100mila persone, in poco più di tre mesi, hanno visitato “Artemisia Gentileschi. Storia di una passione” a Palazzo Reale a Milano. Un successo meritato, per una mostra ottimamente allestita (le scenografie sono nientemeno che di Emma Dante) e soprattutto per un’artista straordinaria. Al di là del gossip.
Scritto da Emanuela Bernascone | sabato, 7 gennaio 2012 · 4 commenti
Artemisia Gentileschi (Roma, 1593 – Napoli, 1653), figlia del rinomato pittore Orazio, sembra aver ereditato dal padre un gran talento, che esprime già da giovanissima: è infatti del 1612 circa la prima Giuditta che decapita Eloferne. Ma è soltanto dal secondo dopoguerra che la critica la riscopre, spesso strumentalizzandola ai fini di ideologie femministe, dato che Artemisia denunciò uno stupro subito da Agostino Tassi, collega del padre, e fu protagonista di un processo che fece scandalo.
Proprio con la scena dello stupro inizia la mostra: un letto sfatto e, appesi al soffitto, gli atti del processo con la voce di Emma Dante che interpreta le dichiarazioni di Artemisia. Un impatto forte, che non lascia insensibili, e che procura una sensazione che accompagnerà la visita di tutte le successive sale: la sensazione quasi di entrare in qualcosa di intimo, personale, e di fare, di quadro in quadro, la conoscenza di una donna che fece della sua vita un’opera d’arte.
Se la critica moderna l’ha scoperta tardi, i committenti del tempo l’amavano moltissimo: tra i suoi maggiori estimatori, Carlo V d’Inghilterra, il nipote di Michelangelo Buonarroti e il Granduca Cosimo II a Firenze, la famiglia Barberini e quella dei Frescobaldi, il vicerè di Napoli e soprattutto il suo grande collezionista, Cassiano dal Pozzo.
Artemisia cambiò spesso città durante la sua vita tumultuosa e da ogni luogo venne suggestionata e influenzata, modificando in parte la sua arte: il curatore Corsini la definisce una pittrice camaleontica, e sicuramente fu una donna e un’artista che seguì, come sottolinea il titolo della mostra, la propria passione. Quella stessa passione e indole che traspare nelle opere: è facile immaginarla giovanissima al processo a sostenere gli sguardi morbosi dei presenti con l’orgoglio negli occhi, gli stessi occhi che ritroviamo in molti autoritratti, come in quello da Suonatrice di liuto (1617-18) o nell’Allegoria della Fama (1630 ca.), così come nelle numerose Giuditta con in mano la testa di Oloferne.
La mostra riesce molto bene a illustrare la personalità e il genio di Artemisia; le cinquanta preziose opere esposte ricostruiscono fedelmente la sua produzione, intersecandosi continuamente alle sue vicissitudini personali, e gli apparati critici alle pareti, oltre all’audioguida, sono utilissimi per calarsi nel tempo e nello spazio di Artemisia. Un’unica delusione: l’app per l’iPad, che non aggiunge nulla e semmai banalizza la visita, riducendosi a un giochino inutile. Almeno è gratuita!
Emanuela Bernascone
Milano // fino al 29 gennaio 2012
Artemisia Gentileschi. Storia di una passione
a cura di Roberto Contini e Francesco Solinas
Catalogo 24 Ore Cultura
PALAZZO REALE
Piazza del Duomo 12
02 54911
www.mostrartemisia.it
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Non male come inizio…
Primo articolo pubblicato nel 2012, se il buongiorno si vede dal mattino…!
Istanbul è donna
All’Istanbul Modern vanno in scena le donne: ben 74 artiste turche nella mostra “Dream and Reality” e l’opera di sei giovani fotografe nella dirimpettaia “Uncanny Encounters”. Le mostre sono state inaugurate in contemporanea alla Biennale di Istanbul, da poco conclusa, e si ha tempo per visitarle sino al 22 gennaio 2012.
Scritto da Emanuela Bernascone | mercoledì, 4 gennaio 2012 · Lascia un commento
Canan Beykal
Stupisce l’interminabile elenco di artiste coinvolte nell’iniziativa, che prende il nome da un romanzo del 1891 scritto a quattro mani da Fatma Aliye, nota scrittrice turca, e da Ahmet Mithat. Partendo dalla la netta separazione tra le due parti del romanzo – Aliye si è occupata della parte “Dream” mentre Mithat ha scritto la parte “Reality” – i curatori della mostra hanno cercato di sondare la quantità di realtà e di sogno presenti nei lavori delle artiste, che coprono circa cento anni di arte in Turchia.
Come prevedibile, la maggior parte delle opere in mostra riflette sul ruolo della donna nella società, ma il tema più gettonato è lo sradicamento delle proprie radici e la ricerca di una nuova solidità. Molto suggestivo nella sua linearità il lavoro di Candeğer Furtun The silent ones (1987) dove dieci pezzi di ceramica svelano la presenza di una figura femminile nascosta dietro una tenda; così come il lavoro di Nilbar Güreş Undressing, video del 1977 in cui una donna si spoglia di innumerevoli coloratissimi veli sino a rimanerne priva. Turba invece il video di Inci Eviner Fluxes of girls in Europe (2010), dove la voce narrante dell’artista legge un proprio testo: grazie a due diverse registrazioni sovrapposte, alcune parole risuonano come echi lontani mentre altre sono in primo piano. Il tutto produce frasi apparentemente senza senso come “The girls tore their skin with joy… and stabbed the foreigner indìside with joy…”.
İpek Duben
Il senso di straniamento e spaesamento può essere provocato anche spostandosi dalla campagna alla città, come racconta Hale Tenger, proveniente da una famiglia di immigrati, nella sua installazione The School of ‘Sikimden Aşşa Kasımpaşa (1990). Sopra una bacinella d’ottone piena d’acqua sono sospese delle asce, strumenti che evocano una cultura di riti barbari e violenza che l’Occidente imputa alla civiltà orientale in cui alle abluzioni seguivano incursioni e razzie.
Ma per sentirsi in bilico non occorre macinare troppi chilometri: a volta basta attraversare il Bosforo e passare dalla parte asiatica a quella europea di Istanbul. Come nell’immagine di Gül Ilgaz Falling (2004) dove le due sponde – e le due culture – fanno da quinte alle gambe dell’artista in volo.
Emanuela Bernascone
Istanbul // fino al 22 gennaio 2012
Dream and Reality / Uncanny Encounters
ISTANBUL MODERN SANAT MÜZESI
Meclis-i Mebusan Cad. Liman İşletmeleri Sahası Antrepo 4 Karaköy
0212 334 7300
www.istanbulmodern.org
Stay tuned, il 21 ci ritornooooooooo!!!!
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Caro Babbo Natale…
La wishlist di Marti:
una cintura con il fiocco
un bel vestitino con le ali
una bella foto con mamma papà franci e cami
un bel maglione con i cuori
una maglia con i fiori
un vestito senza maniche
pattini a rotelle
un vestito da cuoca
una scopa
orecchini
una bacchetta magica
una corona
un frigo pieno di cose
tanti soldi veri
e poi ancora:
una lampada
uno zucchero filato
un panettone per papà
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To sail or not to sail…
Giovedì mattina presto (tipo 11.30!) siamo partiti con la solita formazione da 3 -G, M ed io- alla volta del porto di La Spezia, dove ci aspettava la barchetta che terrà compagnia al nostro inverno (e ai miei post, ci scommetto!).
Siamo arrivati al molo G nel primo pomeriggio, speranzosi di goderci ancora un po’ di solicino sulla tuga… ma davanti alla barca – carichi come muli di cuscini, coperte e vettovaglie amene – un momento di sconforto: la passerella si era spezzata in due ed era franata in acqua. Ma nulla può fermare Capitan Giorgio che con un balzo felino (ginocchio permettendo) è salito a bordo della barca vicina e da lì si è tuffato sulla nostra. Ok ma adesso?! Dopo vari tentativi è riuscito a tirare fuori la passerella dall’acqua e me l’ha lanciata; gira di qui gira di lì, apri il moschettone (“non questo quellooooooooooooo!”) siamo riusciti a posizionarla in maniera quasi stabile e siamo saliti a bordo senza dover chiedere asilo ai vicini.
COME INIZIO NIENTE MALE!
Una volta dentro parte la ricognizione e il nostro entusiasmo non si spegne nemmeno di fronte all’evidenza che il proprietario ha lasciato l’oblò aperto nella cabina di poppa e che la pioggia ne ha allagata metà… ma per fortuna la barca è fornita di ogni attrezzo e così grazie a molte spungette e un paio di strofinacci asciughiamo tutto entro sera…
E finalmente ci sdraiamo a prendere il solicino delle 15/16. Viene buio presto, ma sottocoperta troviamo spiderman 3 dentro il lettore DVD e così mentre Giorgio lavora come un nostromo iperattivo Marti ed io ci godiamo il film. Verso le 7 siamo tutti sudati marci, effettivamente devo aver alzato un po’ troppo il riscaldamento… e così ci spostiamo nel centro di Spezia, molto carino e vivace, e poi la prima notte in barca: si dorme benissssssssimo!
A mattino colazione al porto e giro dei negozietti, acquisto di un deumidificatore (che anche con l’oblò chiuso sembra essercene bisogno) e pranzo da Mac; ma nonostante l’happy meel Marti si lamenta, ha freddo e mal di pancia… NOOOOOO, la sindrome arcinota: la febbre dei 4 gg di festa!! Per un po’ neghiamo l’evidenza, ma alle 5 le lamentele sono troppo sonore e decidiamo di tornare a Torino, così Giorgio chiude in fretta e furia la barca e partiamo. Il mattino seguente però, a casa, ci mancano i documenti della barca e la patente nautica, Giorgio entra in stato catatonico e non riesce a ricordare se li ha buttati con la spazzatura o in mare. Fra e Benny si offrono di tornare con lui in barca e dopo 3 ore di suspence finalmente il responso: trovati!! Si definiscono così le due formazioni: G-F-B a La Spezia si godono la brezza marina e E-C-M a Torino ne approfittano per andare dal parrucchiere e poi a vedere Happy Feet 2 in 3D. Stamattina -domenica- i marinari dovrebbero farsi una navigatina mentre noi ragazze di città pranziamo con sorella/zia e cuginetta/nipote. Sono passati solo 3 gg di vacanza, ma sembra un mese… certo che, TRANQUILLI MAI?!!!!!!
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Diciottooooooo!
Con un po’ di ritardo (il post del 17 novembre gli era stato soffiato dal gesso di Marti!) carico le foto della cena dei 18 anni di Fra con mamma, papà, sorellona, sorellina e fidanz!
Ma come mi sono volati questi 18 anni….!
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Er capitello…
L’altro ieri doveva essere una giornata epocale, dopo pensamenti e ripensamenti avevo finalmente deciso di tagliarmi i capelli cortisssssssimi! E così mentre ero sotto le sapienti (speriamo!) mani di Curletto non ho sentito le numerose chiamate dall’asilo sul cellulare e nemmeno le chiamate dall’ufficio che mi avvertivano delle numerose chiamate dall’asilo…. Per fortuna sono riusciti a raggiungere Giorgio, che ha risposto e si è precipitato a prendere Marti e l’ha portata a casa. Quando sono rientrata -coi capelli corti ma a quel punto non mi si filava più nessuno- l’ho vista seduta sul divano a mangiare Nutella davanti a Disney Channel… sembrava tutto normale, a parte il fatto che teneva il braccino come morto lungo il fianco. Così dopo qualche ripensamento e un paio di manovre sull’arto abbiamo deciso di portarla al pronto soccorso e da quel momento è iniziata la sirena: dalle 4 alle 7 ha pianto urlando, in successione, non voglio andare all’ospedale, non voglio fare la visita, non voglio fare la foto (radiografia), non voglio mettere il gesso, non lo voglio intero… e poi, quando per rassicurarla le ho detto che dopo 20 giorni l’avrebbe tolto, non voglio toglierlo! Ma mentre dapprima era un lamento, piano piano si è trasformato in ribellione e ad un certo punto ho temuto il peggio; infatti a 300 metri dalla sala gessi si è piantata in corridoio e senza pù piangere ha iniziato a ripetere: IO NON MI METTO IL GESSO, CAPITO???? E’ stata dura farla muovere (convincerla mai) anche perchè non potevo prenderla in braccio nè sospingerla per paura di farle male al braccio… Comunque alla fine si è fatto tutto, povera piccola, le hanno ingessato il capitello radiale fratturato, e questo è il risultato:
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